Caserta. Ambulanze: scoppia il ‘bubbone’ della ‘Misericordia’ da Aversa al Matese?!
L’Asl di Caserta ha imposto lo stop di tutte le prestazioni dei propri dipendenti su ambulanze della Confraternita “onlus” Misericordia di Caivano, con una lettera che prelude a immaginabili conflitti lavorativi e giudiziari.
Una disposizione che avrà di certo ripercussioni nei rapporti tra l’Azienda e i dipendenti.
La novità riguarda i comuni dell’Agro aversano, Sessa Aurunca, Caianello, Teano e Piedimonte Matese quindi il problema riguarda ben 70 infermieri professionali e venti autisti specializzati, deferiti dall’Azienda sanitaria locale per aver svolto attività sulle ambulanze del 118 “senza alcuna autorizzazione”.
Autorizzazione che però, a detta di tutte le persone del settore interpellate sull’argomento, molto probabilmente non sarebbe stata comunque rilasciata.
Il motivo della mancata autorizzazione sarebbe da individuare nella volontà di evitare ogni e qualsiasi possibilità, oppure solo ombra, di conflitto tra le due attività consimili infermiere Azienda sanitaria locale e del 118, con ripercussioni sull’allestimento dei turni di lavoro dei dipendenti nelle rispettive sedi del lavoro principale.
Cosa, quest’ultima, già smentita dai fatti.
Già, visto e considerato che la doppia attività (la prima di lavoro vero e proprio e la seconda su base volontaristica, e rimborso spese) va avanti non solo sull’Alto casertano ma dappertutto dall’ormai lontano 2001, anno di fondazione del servizio 118.
Un servizio sensibile che richiede grande specializzazione ed esperienza (i pazienti sono spesso gravemente feriti e spesso in fin di vita) affidato a privati dall’Asl per ragioni oggettive: economiche di disponibilità di personale.
L’Asl, infatti, attualmente, fornisce in via ufficiale e concordata ai privati solo le figure mediche sulle ambulanze private.
Ora, tra il timore del livello della sanzione che si deciderà di impartire ai dipendenti, lo sconforto per aver perso quel minimo di rimborso spesa (circa 50 euro ogni 12 ore di lavoro), la consapevolezza di essere stati già rimpiazzati dagli infermieri neo laureati con titolo triennale, si riflette sul fatto che a prendere questa decisione sia stata solo l’Azienda sanitaria locale casertana, mentre altrove le cose proseguono esattamente come dal 2001 sotto gli occhi, tra l’altro, questo è l’altro punto dolente: di tutti i dirigenti che si sono succeduti nel tempo e che non sono stati chiamati a rispondere del resto di nulla.
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