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S.Salvatore Telesino. Comune ‘arpagone e spendaccione’ da Guinness: spende 5 euro per incassarne uno!

di-lorenzo-pietro-11bollettino-31x10-300-mensa+1Incredibile burocrazia: il comune di San Salvatore Telesino costringe a pagare un euro, tramite bollettino di conto corrente postale, addirittura con doppia attestazione, per il servizio mensa scolastica, costringendo i malcapitati genitori a spendere di più per il versamento dopo aver subìto estenuanti file agli uffici postali, fra l’ironia degli astanti e le invettive degli addetti, costretti a un superlavoro per niente o quasi, senza considerare le ore lavorative che è costretto a perdere il personale incaricato di predisporre il tutto  per immaginabile diffidenza verso i genitori, che un ente meno farraginoso avrebbe potuto invitare a regolarizzare la posizione il prossimo anno, ovvero alla prima occasione utile, evitando disagi (e improperi) a tanti concittadini.

Non sarà forse da record della negatività, nel bizzarro mondo della burocrazia del Belpaese, ma la vicenda merita di essere raccontata.

Il Comune di San Salvatore Telesino assicura il servizio di mensa scolastica e i genitori devono quindi acquistare dei blocchetti prepagati perché ai propri figlioli possa essere assicurato il pasto.

Tutto normale fin qui.

Soltanto che per alcuni utenti mercoledì 10 giugno si esaurisce il “prepagato” (bollettino che consente di accedere al servizio per un mese) mentre c’è da pagare la mensa anche per l’indomani, ultimo giorno dell’anno scolastico: giustappunto la differenza è pari ad un euro.

Ecco allora che i responsabili del servizio compilano i bollettini postali intestati al Servizio Tesoreria del Comune di San Salvatore Telesino, con l’importo scritto a cifre e in lettere, da versare con la causale “refezione scolastica anno 2014/2015, alunno… (nella foto il nome è stato cancellato per doveroso rispetto della privacy, ma c’è ed è possibile mostrarlo a richiesta di verifica) dulcis in fundo “num. blocchetto”.

I commenti, non solo dei genitori, sono stati molteplici e di diversa natura: altri li lasciamo ai lettori.

A noi basta che la vicenda sia presa a esempio di come non debba essere la macchina amministrativa di un Comune: tanto vicina ai cittadini da non fargli credito nemmeno per un euro.

Anche se, per incassare un euro, se ne spendono circa due per il bollettino e tanti altri per le immaginabili procedure di compilazione e successivo incasso.

Questo è il mondo attuale. Pazienza.

Ma noi ci auguriamo che il sindaco intervenga direttamente.

E’ possibile migliorare. Ci crediamo ancora. Nonostante tutto.

(Ingegner Pietro Di Lorenzo, imprenditore e consigliere comunale di Limatola – nella foto)

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