Caiazzo. Giaquinto scongiura pateracchio al Comune dove qualche ‘solone’ riteneva pubblici dei fondi privati
Incredibile: il Consiglio comunale stava per approvare un Piano dichiarando comunali delle strutture private!
L’arcano, prontamente anticipato da queste stesse colonne, è venuto fuori durante l’ultimo Consiglio comunale, quando evidentemente la maggioranza era pronta ad approvare il seguente punto: “Approvazione Piano di emergenza comunale di Protezione civile“.
Ciò perchè il legislatore ha messo in atto una serie di norme, di carattere nazionale e regionale, tese a fronteggiare in modo più adeguato le calamità naturali e/o antropiche, assegnando un ruolo fondamentale alle amministrazioni comunali, ciascuna delle quali è chiamata ad adottare il cosiddetto “Piano di Emergenza Comunale di Protezione Civile” che rappresenta uno strumento con il quale ogni amministrazione si prefigge di fronteggiare e gestire le emergenze che possono verificarsi nel territorio comunale al fine di fornire una risposta adeguata, tempestiva ed efficace.
In praticasi stavano per essere approvati dei punti cardini che individuano nel sindaco l’autorità comunale di Protezione Civile stabilendo che, al verificarsi di un’emergenza, egli assume la direzione e il coordinamento dei servizi di soccorso e assistenza alle popolazioni colpite e provvede agli interventi necessari.
La Regione Campania, quindi, aveva invocato la redazione di un nuovo piano di emergenza comunale, aggiornato alla normativa vigente in materia di protezione civile, dando mandato al sindaco di verificare la disponibilità dei componenti delle due commissioni comunali operanti presso l’Ente per il rilascio delle autorizzazioni sismiche, o di parte di essi, redigere e sottoscrivere un nuovo piano di emergenza comunale, secondo i criteri e le modalità di cui alle indicazioni operative adottate dal dipartimento della Protezione Civile e dalla Giunta regionale della Campania, a titolo completamente gratuito e dunque senza alcun onere finanziario per l’Ente.
Ai componenti le commissioni comunali per il rilascio delle autorizzazioni sismiche veniva quindi chiesta la redazione e sottoscrizione, a titolo gratuito, del nuovo piano di emergenza comunale, aggiornato alla vigente normativa in materia di protezione civile affidando, nel contempo, il relativo incarico.
Una volta approntato, tale Piano veniva acquisito al protocollo comunale e approvato, per la successiva discussione in Consiglio Comunale.
Prima dell’inizio della trattazione dell’argomento, però, ha preso la parola il consigliere, ex sindaco e vicesindaco, Stefano Giaquinto, che ha messo in evidenza la presenza di alcuni errori nel piano appena presentato, atteso che nello stesso risultano indicate come di proprietà comunale alcune strutture di proprietà privata.
Preso atto delle obiezioni, il sindaco asseriva che il piano era stato redatto da professionisti ai quali sarebbe toccato l’onere di garantire la correttezza dello strumento predisposto e la sua conformità alla realtà dei fatti, ma Giaquinto replicava che la colpa non poteva essere attribuita ai tecnici poiché sarebbe stata necessaria un’attività di controllo da parte dell’amministrazione.
Sgueglia ribatteva che siffatti incarichi vanno affidati a dei tecnici proprio in considerazione della specificità degli atti e della loro competenza nella materia, ma quando si è proceduto alla votazione ha prevalso il buon senso e, grazie a Giaquinto, all’unanimità è stato deciso il ritiro della propostam sicché il Piano di Protezione Civile dovrà essere prima adeguato e poi riproposto all’attenzione del civico consesso.
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