Piedimonte Matese. Comune: prima ‘li voti’ poi ‘li’ nuovi assessorati, parola di sindaco
Se ne riparlerà solo dopo le elezioni regionali di domenica prossima per la nomina dei restanti due assessori, di cui un maschio ed almeno un’altra donna, che andranno a completare la giunta. Per non creare ulteriori frizioni in seno alla sua maggioranza.Il sindaco Vincenzo Cappello, infatti, ha deciso di rimandare ogni discorso ed ogni scelta sui nomi a dopo la tornata elettorale di questo fine settimana, nonostante più di un consigliere fosse convinto che il primo cittadino era pronto a firmare il decreto di nomina almeno del terzo assessore maschio all’indomani della doppia seduta del Consiglio comunale svoltasi tra la scorsa e gli inizi di questa settimana.
Almeno tre i consiglieri di maggioranza che aspirano al terzo assessorato nell’esecutivo nominato solo per metà dal sindaco Cappello nelle scorse settimane.
Accanto ai riconfermati Costantino Leuci e Attilio Costarella, i due punti fermi e inamovibili della squadra amministrativa del primo cittadino, dovrà essere nominato almeno un altro rappresentante del gruppo di Piedimonte Democratica che sostiene l’esecutivo in consiglio comunale, una poltrona ambita da più parti e che è destinata a rimanere in ballo anche per qualche altra settimana, almeno fino a quando non verrà definita la restante parte della giunta, compresa la seconda donna di cui non si ha ancora alcuna contezza, così da aggiungersi all’esterno Danila Perri.
La griglia di partenza di coloro che fremono per entrare nella stanza dei bottoni vede in pole position gli ex assessori Marcellino Iannotta e Fernando Catarcio ed il consigliere Pinuccio Simonetti: il primo fu il secondo degli eletti alle comunali del 2012 con oltre 500 voti personali ed è espressione del Pd, dopo una vita passata nella Dc prima e nella Margherita dopo al seguito del patriarca Dante Cappello; il secondo pure fu tra i più votati alle ultime amministrative tanto da essere nominato in giunta al primo rimpasto dopo pochi mesi dall’insediamento, e rappresenta la neo costituita associazione dei Socialisti Democratici capeggiato dal consigliere regionale Gennaro Oliviero, al seguito del quale anche Catarcio è entrato nel Pd dopo una lunga militanza nel Psi di sinistra.
Infine, c’è Simonetti, un tempo del Nuovo Centro Destra e vicino alle posizioni dell’ex presidente del Consiglio Regionale della Campania Paolo Romano, oltre che da più parti considerato fedelissimo del sindaco con il quale, però, lo scorso anno ebbe qualche frizione che lo portarono a rimettere le deleghe alla Polizia Municipale e al Verde cittadino.
Acqua passata, comunque, se si considera che ultimamente, complice anche l’azzeramento degli assessorati e la prospettiva di una nomina in giunta, le posizioni di Simonetti e Cappello si sono riavvicinate di molto tanto che se il sindaco potesse decidere liberamente senza dare conto a nessuno, la scelta ricadrebbe ad occhi chiusi sul fidato Simonetti.
Il problema è che non sarà facile per il primo cittadino tenere fuori dall’esecutivo il secondo consigliere più votato della sua maggioranza, ovvero Iannotta, a difesa del quale si è schierata una parte del partito, ed anche l’unico esponente dei socialisti nonché riferimento di Oliviero nella sua amministrazione, soprattutto alla vigilia del voto e dopo una campagna elettorale che ha visto impegnato in prima linea nella corsa alla rielezione il consigliere regionale sessano.
Così come deludere le aspettative di Simonetti, da tre anni in attesa dell’agognata promozione sul campo, potrebbe creare più di un malumore con tanto di grattacapo al sindaco che, e questa è un’altra ipotesi sul tavolo sebbene difficilmente realizzabile, potrebbe anche scegliere di nominare il terzo assessore maschio individuandolo all’esterno, nella società civile.
Le modifiche allo statuto comunale approvate di recente danno la facoltà al capo dell’amministrazione di nominare più di un assessore esterno, quindi anche tre oltre le due rappresentanti del gentil sesso, ma in tal caso scontenterebbe in un sol colpo ben tre componenti della sua maggioranza, con tutte le conseguenze del caso sotto l’aspetto della stabilità amministrativa.
Analogo effetto lo sortirebbe la nomina di tre assessore in gonnella che si andrebbero ad aggiungere ai riconfermatissimi Leuci e Costarella, senza contare che già non si riescono a trovare la seconda donna in grado di garantire tempo e competenze tecniche nella gestione amministrativa del municipio, figurarsi addirittura la terza.
Ed in tema di quote rosa, la sensazione è che Cappello i nomi veri delle prescelte ad entrare in giunta li tirerà fuori solo all’ultimo momento, cioè dopo le regionali, così da sorprendere tutti.
(Enzo Perretta – Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)


