Caserta. Elezioni regionali: tutti (o quasi) contro la nascente ‘dinastia’ Zinzi

Campagna elettorale decisamente in salita per Gianpiero

Zinzi, figlio del presidente della Provincia uscente Domenico, a cui le scelte del padre rischiano di pesare come un macigno, dopo la caduta del Comune di Caserta.
Infatti i gruppi consiliari chiedono la cacciata dal partito di entrambi, padre e figlio, per non aver impedito ai loro quattro consiglieri comunali di far decadere la Giunta del capoluogo casertano.
Ecco la lettera dei consiglieri ed ex assessori uscenti di Forza Italia (Roberto Desiderio, Lucrezia Cicia, Cesare Lino, Domenico Guida, Giovanni Lombardi), Nuovo PSI (Lorenzo Gentile), Caserta più (Antonio De Crescenzo, Francesco Santonastaso), ex MPA (Antonio Maiello, Massimiliano Marzo) e dagli assessori di riferimento (Enzo Ferraro, Emilio Caterino, Peppe Greco, Pasquale Napoletano e Massimiliano Palmiero).
“La spregiudicata operazione politica che è stata condotta a danno di un’amministrazione di Forza Italia è stata ispirata da logiche estranee al partito e agli interessi della città, dettata da interessi personali di chi, come Domenico Zinzi, è stato sostenuto da Forza Italia alla Provincia, è stato accettato, avanzando la richiesta di un posto importante per il figlio Gianpiero che è stato nominato, pur non avendo alcuna storia nel partito, vice coordinatore regionale in barba a tanti giovani che per Forza Italia hanno speso tempo e risorse. Non pochi “i mal di pancia” che la classe parlamentare e i vertici regionali hanno dovuto gestire per giungere a imporre, poi, “direttamente da Roma” anche la candidatura del giovane Zinzi. Il metodo Zinzi si ripresenta con la stessa slealtà che comportò la caduta del Sindaco Falco. Un calcolo “Cicero pro domo sua” dovuto a difficoltà elettorali che nonostante la elefantiaca e lussuosa organizzazione, ha indotto il buon Mimì a giocarsi l’ultima carta per danneggiare i temuti avversari cittadini. Temuti perché indicati dalla base, scelti dai consiglieri e combattuti, in sede di formazione della lista, con strenua determinazione dallo stesso Zinzi padre. Un calcolo che va portato all’esame dei vertici provinciali, regionali e nazionali che devono portare ad horas all’espulsione dal partito di Zinzi padre e Zinzi figlio, con conseguente abiura dal consenso elettorale all’imminente competizione regionale. L’opportunità di concorrere alla carica di consigliere regionale spetta più che mai ad un giovane che ha una storia nel nostro partito e che non ha “un “passato” potente alle spalle per accreditamenti di comodo, in considerazione del fatto che nonostante Forza Italia gli riconoscesse un candidatura di rilevo, gli stessi non ne hanno tenuto conto, facendo cadere il sindaco di Forza Italia del Comune Capoluogo, in prosieguo a quanto già perpetrato con il Comune di S. Nicola, pure con Sindaco di Forza Italia. Lealtà è una parola che utilizza spesso il Presidente Berlusconi, lealtà politica che a Caserta, pur avendo incassato tutti i propri desiderata, gli Zinzi, padre e figlio, non hanno mai avuto né saputo dare. Segnaliamo inoltre al Presidente Caldoro quanto sin qui esposto per metterlo in guardia da costoro dai quali non avrà un briciolo di lealtà. Il calcolo, vista la reazione di tanti cittadini, di tanti elettori di Forza Italia, non dovrà riuscire. Caserta è stata di nuovo calpestata da colonizzatori di turno, nemmeno casertani, che non la amano, con tutte le conseguenze che ne deriveranno”.

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