Matese, Comunità Montana: pensionamento in vista per 18 impiegati

Collocamento a riposo dal prossimo anno per ben 18 dipendenti “amministrativi”

della Comunità Montana del Matese.
A far data dal 1 febbraio 2016, una ventina di unità di personale non presteranno più servizio presso gli uffici di via Sannitica, tanto che tra loro e l’ente montano è stato già risolto nelle scorse settimane il contratto di lavoro.
Nell’ambito dell’iter per il prepensionamento del personale in eccedenza che consentirà alla Comunità Montana di risparmiare oltre 1 milione e 250 mila euro nel prossimo triennio, il segretario generale Gennaro Pezone ha disposto il pensionamento dal febbraio del prossimo anno di 1 unità di categoria D, di 1 di categoria C e di ben 16 di categoria B, a seguito della delibera adottata lo scorso 18 dicembre dalla giunta esecutiva presieduta da Fabrizio Pepe con la quale, per ragioni finanziarie e strutturali, sono state applicate le misure di gestione delle situazioni di eccedenza di personale così come previsto dalla normativa recente in tema di previdenza nella pubblica amministrazione.
La risoluzione del rapporto di lavoro con 18 dipendenti interni è stata avallata anche dalla direzione provinciale dell’Inps di Caserta che, nel verificare il possesso dei requisiti di anzianità in termini di età e di servizio, sia anagrafici che contributivi, ha rilasciato per ognuno di loro il diritto e le relative decorrenze per il prepensionamento. La particolare situazione finanziaria che vive l’ente montano, cui sono mancati a partire dall’anno 2010 i fondi dello Stato con i finanziamenti dovuti dalla Regione Campania di fatto sempre insufficienti ancora oggi al pagamento delle spettanze dovute al personale di ruolo dell’Ente, vede un debito verso i suoi dipendenti di diverse mensilità arretrate, più le dovute indennità retroattive, i buoni pasto, la produttività collettiva e individuale, comportando quindi un’enorme difficoltà non solo nella stesura dei Bilanci annuali di previsione, ma addirittura ad uno scompenso enorme tra spesa per il personale e spesa corrente, che risulta pari circa il 90%, inversamente da come invece sancito e disposto dalla legge per la quale gli Enti locali dovrebbero avere una incidenza del personale pari o inferiore al 50% delle spese correnti.
Una straordinarietà che giustifica il ricorso alla deroga al nuovo regime pensionistico introdotto dalla riforma Fornero, per ragioni di razionalizzazione e contenimento della spesa atteso che la Comunità Montana dispone attualmente di 44 dipendenti, destinati quindi a scendere a 26 dal prossimo anno.
“Lo scopo principale di tale ridimensionamento della dotazione organica dell’ente – spiega Pepe – è quello di comportare, per l’anno 2015 e per l’anno 2016, e per ogni anno a venire, un consistente risparmio delle spese dovute per il personale che viene valutato in 280 mila euro per il 2015, ed in 416 mila e passa euro per il 2016, con un risparmio a regime, a partire dal 2017, pari a 548 mila euro”.
Ma il risparmio potrebbe essere immediato già a partire da quest’anno se i dipendenti che hanno già maturato i requisiti, decideranno volontariamente di rinunciare al preavviso di legge.
(Enzo Perretta – Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

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