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S.Maria C. Vetere. Truffa ai danni dell’Asl: a giudizio giovedì 57 impiegati assenteisti, anche di Caiazzo e S. Gregorio

Giovedì 14 maggio prima udienza del processo a carico d 57 imputati

nell’operazione di servizio svolta dai Carabinieri di Santa Maria Capua Vetere nel 2010 che portò all’arresto di 28 dipendenti dell’Asl ed altri 57 indagati con misure cautelari. In pratica erano accusati di favorire l’assenteismo, marcando il badge di colleghi assenti. Una pratica sistematica ripresa dalle telecamere dei Carabinieri e poi fecero scattare il blitz.
LA STORIA
Qualcuno si concedeva qualche minuto di ritardo, altri più di un’ora. Alcuni, invece, non si presentavano proprio. Ufficialmente però arrivavano tutti puntualmente negli uffici del dipartimento. Una normalità solo apparente resa possibile grazie ad un ‘trucco’ molto in voga negli uffici dell’ex Asl Ce2: un dipendente vidimava il “cartellino” per altri colleghi e così via. Una pratica che ha portato all’iscrizione nel registro degli indagati di 57 persone ed a 28 ordinanze cautelare.
L’altra mattina i carabinieri della Compagnia di Santa Maria Capua Vetere, guidati dal capitano Vincenzo Carpino e dal tenente Armando De Marco, hanno eseguito nell’ambito dell’operazione “Clessidra” un’ordinanza di custodia cautelare con la quale il gip ha applicato nei confronti di 28 persone la misura dell’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria. Si tratta dei dipendenti del dipartimento di prevenzione (ex Asl Ce2) di Santa Maria Capua Vetere: sono ritenuti gravemente indiziati dei reati di truffa aggravata ai danni dello Stato e falso ideologico in atto pubblico per induzione. L’indagine era stata avviata dai carabinieri della stazione di Grazzanise, attualmente guidata dal maresciallo Luigi De Santis, coordinati dalla Procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere nel luglio 2009, epoca nella quale c’era una diversa gestione da parte dell’Asl, traendo origine da un’altra attività investigativa relativa a illeciti di altro tipo posti in essere da ispettori del dipartimento, alcuni dei quali coinvolti nell’indagine attuale. I carabinieri di Grazzanise già nell’ambito della precedente indagine aveva accertato l’esistenza di una gruppo costituito da ispettori del lavoro in servizio presso il dipartimento di prevenzione (ex Asl Ce2) di Santa Maria Capua Vetere e da tecnici professionisti. All’epoca gli ispettori del lavoro, secondo le indagini, avrebbero prospettato ai titolari dei cantieri sottoposti ad accertamento pesanti multe e sequestri nel caso non avessero ottemperato alle loro richieste. Il tutto per ottenere il rilascio, a prezzi elevati, di falsa documentazione inerente all’impresa edile gestita, quali documenti di valutazione del rischio sui luoghi di lavoro o false attestazioni di verifiche mai svolte. Nel corso di quella indagine (che portò a 6 arresti e 9 denunciati) era emerso un fenomeno di assenteismo, che stato censito in queste ore con 28 ordinanze cautelari. Il meccanismo escogitato da un rilevante numero di dipendenti del Dipartimento di prevenzione consisteva nel fatto che i dipendenti compiacenti, attraverso la vidimazione di badges marcatempo, attestavano falsamente la presenza sul posto di lavoro di un consistente numero di colleghi, invece assenti. Per questo motivo la Procura ha disposto l’installazione di due telecamere nel centro sanitario, una delle quali, all’interno della struttura, che consentiva di evidenziare chiaramente gli autori materiali delle vidimazioni “cumulativa”. L’altra telecamera, posta all’esterno serviva a verificare se i dipendenti che si erano serviti dei colleghi compiacenti arrivassero presso la struttura sanitaria. E’ stato accertato così che i beneficiari di questa pratica si presentavano a lavoro più tardi o non lo facevano affatto. I carabinieri hanno accertato nel un periodo compreso tra marzo ed aprile 2010 numerosi episodi di vidimazione collettiva: addirittura 900 in appena due mesi. Una serie di violazioni che hanno portato alle denuncia di cinquantasette dipendenti, ventotto dei quali colpiti dall’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria.
QUALCUNO AL LAVORO NON CI E’ PROPRIO ANDATO

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