Caiazzo. Sciame di api invade il decumano: salvate e dislocate dall’esperto Antonio De Matteo
In primavera, in una giornata soleggiata, durante le ore più calde di una bella giornata è facile imbattersi in un nido d’api, sui muri delle case. Se per l’apicoltore è piacevole sentire il ronzio e ammirare lo sciame d’api, per molte persone possono provocare paura e momenti di panico.E’ quello che è accaduto sabato 10 maggio a Caiazzo quando un gruppo di cittadini, spaventati dalla presenza di numerose api, hanno chiesto aiuto.
Giova ricordare che le api, essendo insetti protetti per l’elevato contributo che danno all’agricoltura, non possono essere uccise.
La sciamatura rappresenta la partenza di uno sciame con la regina, seguita da una parte delle operaie, di una colonia di api; dal punto di vista biologico rappresenta il modo di riprodursi di una famiglia di api, quindi un fenomeno naturale che avviene tra marzo e giugno.
Sono tante le storie degli apicoltori, che si vedono ogni anno, protagonisti di azioni di recupero in collaborazione con le Forze dell’Ordine.
Per questo sono davvero tanti gli apicoltori che intervengono per recuperare uno sciame d’ape su chiamata dei VV.FF., Prefettura, VV.UU., Polizia di Stato, Corpo Forestale dello Stato.
Di solito è un’attività svolta su base volontaria dagli apicoltori che contribuiscono a salvaguardare le api ma anche le vite umane se vogliamo dirla tutta.
Spesso le api costruiscono favi di covata e di scorte negli anfratti dei muri, gronde e cassonetti delle finestre.
Alcuni Comuni, più sensibili al fenomeno, si sono attivati da anni nello stipulare apposite convenzioni con apicoltori.
L’ultima storia, in ordine temporale, per fortuna con risvolti positivi , è accaduta nella cittadina di Caiazzo, quando uno sciame d’api si è posto lungo uno dei corsi pedonali della città dove erano in corso i preparativi per la “Festa dei Monumenti” prevista in programma nel prossimo week end (16 e 17 maggio).
Contattato da un commerciante della zona, è arrivato sul posto l’apicoltore locale Antonio De Matteo che, oltre a produrre ottimo miele “caiatino”, ha sentito il dovere di prestarsi per un duplice scopo:
da un lato le api da salvare, considerata la loro importanza per l’ecosistema; dall’altro tutelare i cittadini che, impauriti o infastiditi dal ronzio delle api, e presi dal panico, allertano le forze dell’ordine.
Secondo De Matteo“l’apicoltura e gli apicoltori sono al servizio della società.
Gli apicoltori svolgono un servizio ambientale di primaria importanza, oltre a salvaguardare un modello produttivo sostenibile nell’ambiente rurale.
L’apicoltura come attività economica e sociale svolge un ruolo cruciale nello sviluppo sostenibile delle zone rurali, offre un importante servizio ecosistemico tramite l’impollinazione, che contribuisce al miglioramento della biodiversità mantenendo la varietà genetica delle piante”.
Sabato quindi Antonio è intervenuto per recuperare lo sciame d’api che aveva invaso l’imbocco del centro storico, zona a traffico limitato, molto frequentata dalle famiglie, soprattutto di sera, per fare una passeggiata.
In un primo momento le api si erano disperse ma, dopo alcuni minuti, si sono ricongiunte, formando una sorta di sfera, composta forse da ventimila esemplari.
Cosi Antonio De Matteo, grazie anche alla collaborazione della figlia Alessia, che da poco a scelto di scoprire e conoscere l’importante mondo delle api con il papà Antonio, ha disposto l’attrezzatura necessaria per recuperare tutte le api e portarle quindi presso un apiario, assicurando loro una nuova dimora.
Questa storia, l’ennesima che accade nelle giornate di primavera, testimonia che gli apicoltori continuano a prestare il loro impegno gratuitamente per salvaguardare le api, quasi come se fossero degli eroi mettendo anche a rischio la propria incolumità per la società e per questo utile imenottero.
Cosi Antonio De Matteo, già protagonista quale organizzatore, con il Gruppo” Api & Biodiversità di Terra di Lavoro”, di una giornata dedicata all’importante tema della biodiversità, lancia l’idea al proprio comune di una convenzione per la gestione di questo tipo di emergenze.
Convenzione nella quale si rende disponibile ad intervenire gratuitamente nel suo comune per offrire un servizio alla comunità caiatina, e in quelle limitrofi, in tutti quei casi in cui le api sciamino o arrechino momenti di panico.
De Matteo ricorda che “l’articolo 1 della Llegge 313/2004 riconosce l’apicoltura come attività di interesse nazionale utile per la conservazione dell’ambiente naturale, dell’ecosistema e dell’agricoltura in generale ed è finalizzata a garantire l’impollinazione naturale e la biodiversità di specie apistiche”.
La famosa citazione di Albert Einstein “Se le api scomparissero dalla terra, per l’uomo non resterebbero che quattro anni di vita” è realmente frutto della mente del più grande fisico di tutti i tempi o si tratta di una “bufala”?
Una rapida ricerca su Google sembrerebbe confermarlo in pieno anche se pare che nessuno riesca a trovare la fonte originale da cui è tratta la citazione, ma sta di fatto che l’affermazione è proprio vera!
Ad ogni modo, la legge italiana considera le api un patrimonio dello Stato per l’elevato contributo che danno all’agricoltura.
( nella foto gli apicoltori in azione in via Caiatino – Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

