Caiazzo costernata per l’ultimo, mesto saluto al ragionier Luigi Puorto: signore di nome e di fatto

Quando un applauso si leva scrosciante, spontaneo, prolungato, nel duomo gremito, dopo che la nipotina ha auspicato buon viaggio -l’ultimo- per l’adorato nonno, vuol dire che se ne è andato un grande uomo.
Proprio quello che è ha perduto Caiazzo nel primo pomeriggio di giovedì, quando, ferale e fulminea, si è propagata la notizia che era morto “don Luigi”, come quasi tutti chiamavano il ragionier Luigi Puorto, personaggio d’altri tempi per l’educazione e il rispetto altrui, tipico della sua famiglia, oltre che per i suoi 80 anni portati benissimo finché, purtroppo, il 23 marzo non si verificò un dannato incidente automobilistico proprio lungo la strada per Alvignano che peraltro il compianto conosceva a menadito per averla percorsa anche diverse volte al giorno quando, nella seconda metà del secolo scorso, il nostro si recava allo stabilimento Moccia, di cui era praticamente fac totum, come ben sanno i tanti nuclei familiari, non solo del comprensorio, che hanno ottenuto un lauto stipendio per vari lustri e quindi la meritata pensione grazie al lavoro procurato dal nostro, come pare fosse consueto nei difficili anni del dopoguerra.
Oltre che personaggio emergente in politica e nella società, sempre rispettato e rispettoso verso tutti, nella sua vita “don Luigi” si è sempre prodigato moltissimo per la comunità caiatina, per ben tre lustri quale assessore comunale, quando, fra l’anno 1975 e il 1990, sindaco di Caiazzo era il compianto -e sempre più rimpianto- veterinario Giuseppe Cervo.
Ma, come forse pochi sanno, è proprio grazie all’impegno di “don” Luigi Puorto che ancora oggi Caiazzo può vantare un distretto sanitario dell’ASL, azienda sanitaria di cui all’epoca il compiano era autorevole componente del CdA: peccato solo che sia mancato il riconoscimento ufficiale da parte della pubblica amministrazione ma non è detto che non sia stato programmato almeno un ricordo del compianto nel coro del civico consesso già programmato da qui a una settimana.
Tornando alla cronaca propedeutica al decesso, il 23 marzo, pare mentre tornasse da Piedimonte Matese, dove si era recato per un momento conviviale familiare, in una maledetta curva, il veicolo sul quale viaggiava il ragioniere Puorto con la diletta consorte Vera e il figlio, Mario(lino), che pare fosse alla guida, si scontrò frontalmente con un’altra macchina proveniente in senso contrario.
Un incidente talmente brutto che i primi soccorritori temettero il peggio sicché tutti trassero un respiro di sollievo allorché si seppe che i tre erano, si. feriti, ma non tanto seriamente, come sarebbe stato assicurato anche all’atto del tempestivo ricovero presso il pronto soccorso del nosocomio casertano, ove peraltro lavorano e sono stimati moltissimo più componenti della propria famiglia.
La morte del ragioniere Puorto pertanto sarebbe conseguita a un improvviso malore indipendente dal sinistro veicolare atteso che qualche giorno dopo l’incidente, lo stesso fu dimesso dall’ospedale civile casertano ma, purtroppo, dopo alcuni giorni, proprio a causa di un improvviso malore, fu nuovamente ricoverato al nosocomio casertano.
Sarebbe stato determinato da complicazioni cardiache, quindi, il decesso di “Gigino” come il compianto è stato ricordato nei murali fatti affiggere dalla famiglia, che si confondevano fra i tanti voluti da vari enti ed istituzioni (ma stranamente, pare, non quelli del “suo” Comune), per le quali il compianto era degno della massima stima, come d’altronde, praticamente, era per l’intera cittadinanza, che non a caso si è ritrovata, con tantissimi forestieri, a gremire il duomo e lo stesso sagrato antistante allorché, nel pomeriggio di venerdì, si sono celebrate le esequie prima che, seguito da una folla insolitamente silenziosa fino a Portavetere, il feretro procedesse verso l’ultimo viaggio e sicuramente la sua anima verso il più lungo: destinazione paradiso, se, come ammonisce la fede, davvero ciò dipende dal bene fatto su questa terra.
Nel triste frangente, la redazione esterna il sentito cordoglio di quanti vi collaborano per l’inconsolabile vedova, signora Vera, ed i figli, con rispettive consorti e prole, Antonino, Mario, Dario, Betty e Gilda, moglie, quest’ultima, dell’ex assessore provinciale e attuale consigliere comunale di Piedimonte Matese Daniele Ferrucci, ricordando il compianto “don” Luigi con un collage di foto “d’epoca”.
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