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Piedimonte Matese. Calcoli sbagliati per la gita degli studenti di ragioneria: problema ‘risolto’ dai Carabinieri?

Clamoroso quanto grottesco, proprio perché riguardante la scuola per antonomasia del “far di calcoli”, quanto verificatosi nella mattinata di lunedì 27 aprile a Piedimonte Matese, allorché, al culmine dell’euforia, gli studenti dell’istituto Tecnico Commerciale “Vincenzo De Franchis” si accingevano a partire per Rimini e Mirabilandia, ove era stata programmata l’immancabile gita di fine anno.

Ignari che, di lì a poco, avrebbero scoperto il più eclatante e (per loro) deleterio errore di (banalissimi) calcoli, deve presumersi da qualcuno commesso, tale da… rendere insufficiente il numero dei posti a sedere rispetto al numero dei partecipanti e… paganti.

Come il tutto sia potuto accadere per ora non è dato sapere, ma ci rifiutiamo di credere che un errore numerico sia potuto accadere nell’ambito scolastico, di classe o segreteria, essendo evidente che il numero dei posti essenziali, da prenotare in siffatti frangenti, deve essere almeno pari a quello degli studenti ammessi a partecipare, previo pagamento della dovuta cauzione, cui va aggiunto quello dei docenti-accompagnatori, in numero prestabilito dagli stessi organizzatori affinché potessero assicurare la sorveglianza dei discenti durante l’intera escursione, programmata per tre giorni.

Proprio rinunciando a qualcuno di essi, inizialmente si era cercato di risolvere il problema “ragionieristico” ma, dopo infervorata discussione, tale evenienza sarebbe stata esclusa da alcuni genitori, intanto accorsi sul punto di concentramento, preoccupati che, in difetto di “vigilanza”, i ropri rampolli avrebbero poto combinare qualche grossa “marachella”.
Si era pensato quindi di proporre la rinuncia “volontaria” ad alcuni degli studenti, ma in tal caso si sarebbe verificato il non meno serio problema della restituzione della “caparra” che, soprattutto in un ente scolastico, avrebbe potuto rappresentare problemi -e contenziosi- non solo coi familiari ma con la stessa ditta affidataria del servizio di trasporto, sicché, considerata la crescente tensione, una docente ha chiesto l’intervento dei Carabinieri che ovviamente non potevano autorizzare un (sì lungo) trasporto in soprannumero, rispetto ai posti a sedere risultanti dalla carta di circolazione del bus, peraltro  non sostituibile al momento dall’azienda di autotrasporti, sicché, interpellato il responsabile e valutate le varie ipotesi, si è deciso infine di rinviare di un giorno la partenza, sicché finalmente martedì mattina la scolaresca si è messa in viaggio e della storia è rimasto solo il ricordo: un ricordo pessimo, francamente…

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