Castel Campagnano: ‘Delirio’ da ‘febbre elettorale’ o temuta ‘trombatura’ per il sindaco Di Sorbo?

Durissimo” j’accuse” dell’ex sindaco Nicola Campagnano, pronto a ricandidarsi, certo di “rullare’ la concorrenza, in particolare dell’attuale sindaco Giuseppe Di Sorbo, alle esternazioni o aspirazioni del quale, invocando un pubblico dibattito pre elettorale, ribatte a muso duro:
IDEE DELIRANTI …. RIFLESSIONI: DI SORBO HA PRESO FISCHI PER FIASCHI? CI FA O CI E’?
In merito alle sue recenti dichiarazioni sui social network sul centro storico di Squille:
Non ho mai espresso un giudizio sulla opportunità di rifare o meno il centro storico di Squille (ricordo che tutto quello che è già stato fatto è merito di progetti e finanziamenti intercettati dalle amministrazioni dirette dal mio gruppo e, coerentemente a nessuno è permesso di mettere in dubbio la determinazione di continuare);
Mi sono riferito a tale fatto come esempio per evidenziare la grave questione etica e la questione di interesse pubblico prevalente.
QUESTIONE ETICA
La questione etica è rappresentata dall’evidente conflitto di interesse.
Chi esercita una carica pubblica dovrebbe astenersi, mentre esercita il proprio mandato, dal partecipare o sostenere iniziative imprenditoriali che potrebbero trarre beneficio dalla propria posizione e dalle proprie scelte amministrative.
A me sta benissimo che un privato investa sul centro storico di Squille, ma deve farlo al di fuori di condizioni di vantaggio derivanti da carica pubblica.
Poniamoci qualche domanda.
Quando familiari e amici hanno acquistato immobili situati nel centro storico di Squille, apparentemente di scarso valore, e pagati come tali, il Sindaco aveva informazioni riguardo agli imminenti finanziamenti utilizzabili per i centri storici?
E quale interesse pubblico può rappresentare la fantasiosa classificazione urbanistica di “albergo diffuso”?
Le risposte sono ovvie.
La carica pubblica, poi, può costituire una condizione di vantaggio anche per altre attività necessarie all’iniziativa?
E non si può dire che ciò sia irrelevante perché la storia recente dell’imprenditore-sindaco Di Sorbo ci insegna che tutto viene utilizzato per acquisire consenso condizionabile.
Così questo paese sta scivolando, dal punto di vista elettorale, in una condizione di sudditanza assoluta.
Nel caso specifico il conflitto di interesse ha raggiunto livelli intollerabili come dimostrato anche dall’altro aspetto.
LA QUESTIONE DELL’ INTERESSE PUBBLICO PREVALENTE
Per coloro che amano analizzare le cose in modo approfondito, con i fatti e non con le chiacchiere, farò un po’ di storia.
Il Comune ha candidato 5 progetti alla Regione, tra cui il centro storico Squille (1.200.000 €) e l’acquedotto dell’intero territorio comunale (3.800.000 €).
La Regione ha richiesto che l’amministrazione ne scegliesse uno solo.
Il Sindaco, senza nemmeno coinvolgere la Giunta, e ignorando le osservazioni della minoranza, con una lettera sua e solo sua, ha scelto il progetto di importo inferiore, il centro storico di Squille.
E’ stata la scelta più utile per la comunità o quella più utile all’ iniziativa “Albergo diffuso”?
Facciamo qualche riflessione.
Questa legge consentiva finanziamenti fino a 4.000.000 di euro, quindi idonea ad affrontare progetti grossi ed impegnativi.
Occasione da non perdere per risolvere grosse criticità.
La rete idrica è diventata per vetustà ed incuria un colabrodo.
Corrono voci che il consorzio idrico stia seriamente valutando l’ipotesi di lasciarne la gestione perchè ritenuta ormai insopportabilmente complicata e dispendiosa (pare che spenda circa 15.000 € al mese per le riparazioni).
Il progetto presentato dal Comune prevedeva il rifacimento della rete idrica con annessa manutenzione della rete stradale per circa 3.800.000 €.
Dovendo scegliere un solo progetto, cosa era più utile e necessario all’ interesse di tutti i cittadini?
Il rifacimento del centro storico di Squille, in gran parte già fatto alla fine degli anni ’90 (cioè soli 15 anni fa), sul quale si poteva e si doveva agire con interventi di manutenzione e completamento con altri finanziamenti più contenuti (ricordo ai cittadini che tra le 17 opere appaltabili, lasciate dal sottoscritto, cancellate da Di Sorbo nella sua prima amministrazione vi era anche un altro consistente pezzo di centro storico), oppure la rete idrica di estrema urgenza e di grosso impegno finanziario?
A Voi le conclusioni.
Di Sorbo ha regalato un bel colabrodo alla prossima amministrazione. Complimenti!
DICHIARAZIONI DEL SINDACO SUL P.R.G. 84-88: ANALISI STORICA CON APPROFONDIMENTO DELLA QUESTIONE “ZONE EDIFICATORIE” A SQUILLE
Sul P.R.G. ho già scritto in precedenza, ma Di Sorbo ha il vizio di raccontare “la sua verità” e non la verità, per cui mi tocca smentire di nuovo, e fare un po’ di storia.
Ribadisco: storia, cioè fatti documentali.
Il sottoscritto non ha mai fatto quel P.R.G.
Esso è stato redatto dall’ amministrazione Frese 80-85 ed adottato nel 1984. Io non c’ero.
Al sottoscritto è toccato intervenire nel 1988, per produrre alla Provincia delle integrazioni chieste in merito a studi geologici, uso agricolo del territorio ed alcuni elementi procedurali.
Tale P.R.G. passò al vaglio degli organi tecnici dell’amministrazione provinciale che autonomanente operò forti tagli alle zone edificatorie sia su Squille che sul capoluogo.
Su Squille, in particolare, tagliò quasi tutto perché le zone edificatorie erano state previste su aree con problematiche di tipo geologico ed inoltre collocate a “macchia di leopardo” cioè senza armonia urbanistica.
Non si poteva e mai vi è stato intervento da parte mia sulla scelta delle zone edificatorie che sono rimaste sempre quelle del 1984!
Il P.R.G. , così modificato dalla Provincia, tornò al vaglio del consiglio comunale nel 1990, allorquando sindaco era Eugenio Marotta con una maggioranza assoluta di consiglieri di Squille (6 su 8).
Tale maggioranza nulla eccepì accettando i tagli fatti dalla Provincia.
Il sottoscritto, in minoranza, sollecitò fortemente l’allora amministrazione a proporre subito una variante riparatoria (vedi atti consiliari), ma invano.
Ci provò poi Mancini Argentino Pio, ma senza risultati.
Nel 1997 il sottoscritto ha ereditato un Comune in dissesto finanziario, senza un centesimo (senza una lira!).
Quando poi, dopo una riorganizzazione generale, si cominciò ad avere una certa disponibilità economica, la mia amministrazione subito redasse e concertò con la Provincia un PUC che portava a Squille oltre 25.000 metri quadrati di zona edificatoria.
Tale PUC fu adottato, ma per una sbavatura procedurale che poteva essere corretta con estrema facilità (come suggerimmo, vedi atti consiliari), l’amministrazione Di Sorbo , con grande spregio dell’ interesse pubblico, anziché accogliere il suggerimento, lo ha mandato alle ortiche insieme ai quasi 50.000 euro spesi.
Dopo 8 anni, Di Sorbo ci presenta un’idea di PUC (preliminare), assurda che prevede 50.000 metri quadrati di zona edificatoria, quando invece la Provincia impone di realizzare solo 64 alloggi di circa 130 metri quadrati ciascuno che possono consentire non più di 12-13 mila metri quadrati di zona edificatoria su tutto il territorio comunale.
E’ solo un’altra demagogica manovra elettorale, fumo negli occhi, mera illusione, e scarso rispetto dell’intelligenza e della dignità dei concittadini.
Quindi se il degrado di Squille è dovuto, come dice Di Sorbo, a tale condizione è colpa unica dei “suoi Sindaci”.
E chi tra questi ha una responsabilità di fronte alla storia immensa e imperdonabile è proprio il Di Sorbo stesso.
Cari concittadini fate attenzione!
La verità è sempre una sola! Chi pubblicamente ha detto “io racconto la mia verità”, evidentemente non racconta la verità.
Traetene le doverose conseguenze.
P.S.:
Se Di Sorbo ritiene che le mie affermazioni non siano esatte io sono sempre disponibile a smentirlo in un confronto pubblico con documenti alla mano come sempre sanno fare le persone serie, le uniche capaci di operare con trasparenza e correttezza con l’unico obiettivo di affermare la supremazia dell’interesse pubblico.
Caro Di Sorbo, tu invece, vai a studiare.
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