Alife-Matese: Da area incontaminata a continua discarica: ‘stoccata letale con il ‘biodigestore’?

Matese e rifiuti: l’altra faccia della medaglia: immondizia e amianto gettati dal bordo della Provinciale giù nei boschi.E’ questa l’area più verde che si vorrebbe tutelare dagli ecomostri.
Le discariche illegali e il giro dello smaltimento illecito ci sono anche qui, nonostante si faccia finta di niente.
Montagne tra Fontegreca e Gallo Matese, la Provinciale 89 corre in salita e attraversa le foreste, la Cipresseta, patrimonio Unesco.
I cartelli segnalano l’area protetta del Parco regionale del Matese, una casetta di legno per il birdwatching, ormai in disuso, cela un sogno mai realizzato: quello di un turismo naturalista e rispettoso
della flora e degli animali.
della flora e degli animali.
Strada stretta, attraversata d’inverno solo da pendolari e residenti della zona.
D’estate da qualche turista. Di giorno, ma soprattutto di notte, non è difficile immaginare auto o, più probabilmente, camioncini e furgoni sostare un attimo lungo il ciglio.
Pochi secondi e il carico è inghiottito dal dirupo.
C’è di tutto: vecchi elettrodomestici e sanitari, fusti di olio, stracci, bottiglie, lattine, scarti di ristrutturazioni, carrozzerie di auto, lastre e comignoli di amianto.
La foto documenta la vergogna.
Una zona vasta il Matese ma, alla fine, quella percorsa dalle strade, piuttosto limitata.
Per trasportare rifiuti bisogna per forza passare da quelle.
Collegamenti scomodi ma, tuttavia, monitorati dai carabinieri della vicina stazione di Capriati, dai Forestali del presidio di Letino.
Ed, ancora, dalle Gav (Guardie ambientali volontarie) del Parco, dagli agenti della Polizia provinciale.
Strade percorse dai residenti della zona, come pure dagli operai forestali della Comunità montana che, proprio in quei boschi, lavorano per la manutenzione.
A conti fatti sono centinaia, ogni giorno, a passare per quelle strade.
E molti conoscono quella assurda pratica di smaltimento: gettare nei dirupi ogni sorta di rifiuto, difficile da vedere, così come da bonificare.
Oltre a questa c’è un’altra pratica abbastanza nota e altrettanto illegale: il taglio degli alberi per procurarsi legna.
Il Matese, quello di cui si discute in questi giorni al fine di tutelarlo dall’atterraggio di un impianto digestore ad Alife che tratti rifiuti per il timore di inquinarlo, quello che dovrebbe essere valorizzato nei suoi prodotti tipici e dal punto di vista turistico, è pure questo: sono decine e decine le discariche illegali.
Basta percorrerlo.
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