Caiazzo. Immigrazione e… provocazione di un presunto fedele che scambia i ‘profughi’ per Cristo?
Nel mentre ci chiediamo se sia giusto o meno che i nostri territori siano tra quelli designatiper far si che vengano ospitati cittadini extracomunitari che hanno assunto lo status di rifugiati politici, una grossa collaborazione potrebbe arrivare anche dalla Santa Chiesa Cattolica.
Il grande Giovanni Paolo II, prima di lasciarci, lanciò un monito a tutti i credenti: “Aprite, anzi, spalancate le porte a Cristo!”.
Ed allora visto che il Signore si riconosce sempre negli “ultimi” ovvero gli esseri più sfortunati, perchè ora la Chiesa non prende l’occasione al volo e spalanca le porte a Cristo?
Se queste persone, nostri fratelli, devono integrarsi e magari perchè no restare anche a vivere in queste zone, suggerisco di fornire seriamente loro i mezzi.
In via Guadanelle c’è una struttura della Chiesa, uno stabile e, ad esso attiguo, alcune moggia di terreno.
Perchè non vengono messi a disposizione di questa gente, che potrebbe consorziarsi, coltivando i terreni (tanto i nostri concittadini italiani non lo farebbero mai) ed iniziare davvero un percorso di integrazione serio?
Lo stesso stabile potrebbe ospitare anche una ventina di persone che, ricordiamo, scappano dalle loro nazioni non per la “gioia” di venire a vivere in Italia, ma perchè non vogliono semplicemente…morire!
La guerra sta dilaniando quei popoli, ed allora, cara Santa Chiesa e caro Reverendissimo Eccellentissimo Vescovo, Monsignor Valentino Di Cerbo: “Aprite le porte a Cristo!”
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