Teleradio-News ♥ qui mai spam o pubblicità molesta

'Se un uomo non ha il coraggio di difendere le proprie idee, o non valgono nulla le idee o non vale nulla l'uomo' (Ezra W.Pound)

Teleradio-News ♥ qui mai spam o pubblicità molesta

Caiazzo ricorda Stoneman, giornalista americano che soprì l’eccidio di Monte Carmignano

William Stoneman, il giornalista del Chicago Daily News è molto ricordato a Caiazzo, non solo per la strada che gli è stata intitolata, ma soprattutto per aver aperto agli occhi del mondo, lo scenario terribile della strage di Monte Carmignano avvenuto il 13 ottobre del 43′. Stoneman morì a Parigi l’11 aprile del 1987 e quindi fra poco meno di una settimana, ricorre il 28° anniversario della sua scomparsa. Questi i fatti di quella terribile notte del 13 ottobre, 1943, allorquando in due casolari di campagna, ubicati a Monte Carmignano abitavano ventidue persone, quattro uomini, sette donne, dieci tra ragazzi e ragazze e una bambina, Elena Perrone di appena tre anni. Duecento metri più a valle erano accampate le truppe di Tedeschi. Nel punto più stretto della penisola i Tedeschi costruirono una la linea Gustav per impedire agli Americani di attraversare il Volturno, in piena guerra. Il fiume era un ostacolo naturale, perché le lunghe piogge creavano periodi di piena e rendevano il terreno circostante inaccessibile. Vi furono aspri combattimenti tra le truppe anglo-americane e i tedeschi (alleati con la Quinta Armata) che si erano schierati lungo la riva settentrionale del fiume, con l’intento di difendere la linea Gustav. La notte del 13 ottobre un insieme di soldati tedeschi, guidati dal giovane sottotenente Wolfgang Lehnigk-Emden, che occupavano una casa utilizzata come posto di comando sul Monte Carmignano, un colle che domina la valle del Volturno, uccisero gli abitanti del Casolare, che si erano rifugiati per sfuggire ai bombardamenti. Furono distrutti i due interi nuclei familiari. Le vittime erano dei civili inermi, sospettati di aver lanciato segnali luminosi agli Americani. I tedeschi li uccisero con colpi di mitra per poi straziarne i corpi. Il giorno dopo gli Americani superarono la linea Gustav e occuparono la cittadina di Caiazzo. Con loro arrivarono i giornalisti americani che documentarono la terribile strage. Il giornalista William Stoneman, del Chicago Daily News, saputo dell’accaduto salì sul colle, alla periferia di Caiazzo, e dopo essersi accertato che si era trattato di un massacro, iniziò a raccontare agli americani che alcuni tedeschi in ritirata verso il fronte di Cassino avevano ucciso donne e bambini, lasciando poi i corpi ammassati accanto al casolare dove si erano rifugiati. Stoneman informò il servizio segreto militare americano dell’accaduto, e cominciò a raccogliere elementi in grado di identificare l’appartenenza delle truppe tedesche. Alcuni giorni dopo, l’esercito americano catturò un gruppo di militari tedeschi,tra i quali il responsabile della strage: Wolfgang Lehnigk-Emden, sottotenente di 21 anni. Fu condotto nel campo di prigionia di Aversa, l’ufficiale confessò di aver comandato la spedizione sul Monte Carmignano e di aver ordinato ai suoi soldati di uccidere i civili. Emden fu condotto ad Algeri in un campo di prigionia americano per poi riuscire a tornare in Germania nell’agosto del 1945 in circostanze mai chiarite. In Italia nessuno conosceva il nome del responsabile della strage e i particolari dell’inchiesta, condotta dal Servizio segreto militare, poiché il Comando della Quinta Armata aveva comunicato di non trasmettere i risultati alla stampa. Ma Stoneman conosceva perfettamente i risultati dell’inchiesta, e quando fu nominato assistente per i crimini di guerra del Segretario Generale delle Nazioni Unite, inserì il nome di Emden nella lista dei criminali di guerra. Dopo una indagine interna, gli americani compresero di non essere in grado di individuare il prigioniero di guerra che nel frattempo era riuscito a rientrare in Germania.Così Stoneman si rivolse direttamente alle autorità italiane: il 10 marzo 1949, scrisse al ministro degli Esteri Carlo Sforza, per informarlo che un criminale di guerra, responsabile della Strage di Caiazzo, era ancora a piede libero e non era stato consegnato alla magistratura italiana. Il Ministero degli Affari Esteri, dopo aver attivato una procedura per verificare i fatti e trasmesso i documenti alla procura generale militare, decise di non rintracciare il responsabile. Il fascicolo fu archiviato in un armadio presso il Tribunale Supremo Militare di Roma e sulla strage di Caiazzo si alzò una coltre di silenzio e indifferenza. Alla fine degli anni Ottanta, un italoamericano appassionato di storia, Joseph Agnone, mentre studiava la guerra sul Volturno, scoprì casualmente a Washington il dossier sulla strage di Caiazzo e inviò il carteggio alla magistratura italiana. Nel gennaio del 1991 la procura della Repubblica di Santa Maria Capua Vetere avviò un procedimento penale a carico dei responsabili della Strage di Caiazzo.

(News elaborata – archiviata in @TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

Teleradio News

tel. (+39) 0823 862832; 333 148 1414 - 393 2714042 - 334 539 2935; mail to: info@tr-news.it - info@teleradio-news.it - http://teleradionews.info - web: www.tr-news.it - htps://www.teleradio-news.it e vari siti web collegati

Lascia un commento