Gioia Sannitica. Uccise un albanese che stava rubando nella sua casa: scarcerato 44enne
Giovanni Capozzo, il 44enne di Gioia Sannitica, condannato in primo grado a dieci di reclusione per aver ucciso la notte tra il 5 e 6 luglio di tre anni fa un albanese, Dashamir Xhepa, sorpreso a rubare nella sua proprietà. Il giudice infatti, su richiesta dell’avvocato Ercole Di Baia che difende gli interessi di Capozzo, ha revocato il provvedimento cautelare nei confronti dell’imputato, dell’obbligo di firma che aveva tutti i giorni presso la caserma dei Carabinieri di Piedimonte Matese. Ora Capozzo, in attesa del processo di Appello, è tornato totalmente libero. La difesa è anche ottimista nell’Appello, poichè la pena comminata a Capozzo appare sproporzionata ai fatti, sebbene non bisogna dimenticare che in questa tragedia una vita umana è stata spezzata.Capozzo, 44enne di Gioia Sannitica, la notte tra il 5 ed il 6 luglio sorprese l’albanese che era penetrato in casa sua col chiaro intento di ripulirla. A quel punto prese il fucile e intimò allo Xhepa di allontanarsi. Sembra che questi era in compagnia di almeno due, forse tre soggetti ed avevano quindi formato una vera e propria gang (in ogni caso non li aveva chiamati il proprietario di casa). Xhepa uscì dalla casa e si soffermò sull’aia adiacente all’abitazione. Secondo la tesi della difesa, intimò all’uomo di andare via, sparando due colpi di fucile in aria. Alla fine impazzito dalla paura e per difendere i suoi familiari, decise di fare fuoco contro Xhepa e lo uccise. Successivamente, secondo l’accusa, avvolse il cadavere dell’albanese e lo buttò in un fiume. Dopo alcuni giorni e solo per caso, a seguito della denuncia di scomparsa fatta dalla moglie ai Carabinieri, i militari della Compagnia agganciarono l’ultimo segnale del telefonino di Xhepa che risultava appunto emanato nell’area dove Capozzo viveva. Appena i Carabinieri si presentarono a casa dell’imputato, sempre secondo quanto emerge dalla tesi della difesa, Capozzo esclamò: “Finalmente! Ho un peso sullo stomaco da giorni!” E confessò spontaneamente quanto avvenuto, facendo rinvenire anche il cadavere dell’albanese.

