Caiazzo. ‘Disfida della monnezza’: il consorzio conferma la legittimità dei raccoglitori ‘PET’ presenti nei supermercati

Deve essere davvero rilevante l’interesse che gravita intorno alla raccolta dei rifiuti riciclabili come le bottiglie di plastica se, da un lato, il Comune si prodiga per rivendicarne l’esclusiva ma, dall’altro, rivendica pari diritto chi ne effettua (a pagamento) la raccolta nei supermercati caiatini, come si evince dalla seguente nota: 

Il consorzio Coripet che vede a fianco a fianco riciclatori di PET post consumo e acque minerali, ha sottoscritto, da tempo, un protocollo di intesa con la provincia di Caserta atto a verificare gli impatti positivi della raccolta selettiva.

Oltre al Decò di Vitulazio è proprio il Decò nel centro commerciale Ipervolturno il sito prescelto a Caiazzo per questa nuova sperimentazione.

Giancarlo Longhi, presidente di Coripet e promotore dell’accordo con la provincia di Caserta, spiega le ragioni: “Intanto occorre fare una premessa e distinguere molto chiaramente tra raccolta differenziata e raccolta selettiva.

La prima si occupa di raccogliere in modo differenziato le diverse tipologie di materiali che compongono gli imballaggi.

Si tratta di un’operazione molto costosa, con il materiale raccolto che deve poi essere inviato agli impianti di selezione per preparare quello idoneo per l’avvio al riciclo.

La selettiva invece si occupa del ritiro di un solo tipo di imballaggio (la bottiglia n.d.r.) e per giunta di una sola tipologia di plastica, il PET.

Incentivare le persone a raccogliere più bottiglie di plastica significa intercettare materiale riciclabile al 100% e riutilizzabile per un numero infinito di volte, e, naturalmente (ma non tanto ovviamente) sottrarlo alle discariche o all’incenerimento.

A livello nazionale, la raccolta differenziata della plastica nel 2013 – i dati 2014 non sono ancora disponibili – ha potuto raccogliere e avviare a riciclo solo 180.000 tonnellate di PET, circa il 40% del consumato.

Una raccolta selettiva organizzata secondo il modello Coripet consentirebbe di valorizzare quantità almeno doppie oltre che ridurre di ¼ le emissioni di CO2.

Grazie alla attenzione all’ambiente ed alla sostenibilità da parte della provincia di Caserta, abbiamo potuto avviare questo innovativo progetto, che di fatto chiude il cerchio in maniera ottimale: la bottiglia raccolta selettivamente va direttamente al riciclo e può tornare ad essere nuovamente una bottiglia per un numero infinito di volte; chi porta le bottiglie, oltre a far del bene all’ambiente ottiene anche un piccolo incentivo.

Le amministrazioni comunali non hanno alcun onere economico per questa iniziativa, perchè realizzata esclusivamente con risorse private, ma anzi, risparmiano sui costi di raccolta e possono contare su questa operazione di ritiro delle bottiglie per raggiungere la quota di riciclo prevista dalla legge.

Infatti i dati dell’avvio a riciclo sono comunicati, tramite i MUD, sia alla Provincia (ripartite per Comuni di operatività delle macchine), che al Comune di pertinenza.

Insegnare il gesto della raccolta selettiva, seppure limitato a un solo imballaggio ed a un solo tipo di plastica, impone comunque a tutti cittadini una maggiore attenzione a quella che abitualmente chiamiamo “monnezza” ed a riflettere che molto di quello che gettiamo via con leggerezza, può ritornare ad essere una vera e propria materia prima in sostituzione di quella vergine, risparmiando risorse sia naturali che economiche, trattandosi di materiale fossile d’importazione che grava sulla bilancia dei pagamenti.

L’Accordo con la provincia di Caserta (ma anche quello raggiunto col Comune di Napoli), vuole monitorare anche il positivo impatto che l’ atteggiamento supportato da azioni educative può avere di riflesso sulla raccolta differenziata classica: migliore attenzione a come si butta e a quello che si butta significa maggiore qualità della differenziata stessa.

Conclude il presidente Longhi: “Ci piacerebbe che tutti Comuni condividessero con noi l’obiettivo, o il sogno, che nemmeno una sola bottiglia finisca in discarica, perchè è un bene che va sprecato e non nuovamente utilizzato”.

(Comunicato elaborato  – Archiviato in @TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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