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Caiazzo. Assolta dopo 15 anni dall’accusa di aver sequestrato una nomade trovata nella sua casa

Sembra fatta apposta per dimostrare che la legge tutela i rom più che gli italiani l’assurda vicenda occorsa a una caiatina residente in periferia che, nel lontano anno 2000, ebbe la sgradita sorpresa di trovare una nomade intenta a rovistare fra le sue cose.

prontamente la malcapitata telefonò ai carabinieri e, in attesa del loro arrivo, ad evitare che la malvivente se la svignasse, chiuse la porta che in precedenza aveva lasciato aperta per far traspirare le mura inumidite dalle piogge invernali.

Forse non si aspettava un elogio per il suo comportamento coraggioso e ligio, la donna, ma certamente non avrebbe mai potuto immaginare quali conseguenze, anche giudiziarie, avrebbe dovuto affrontare a causa del suo stesso comportamento “ligio”.

Giunti sul posto, infatti, i Carabinieri della locale stazione, all’epoca guidata dal Maresciallo AsUps Giuseppe Oliva, raccolsero prima la denuncia della vittima e poi la versione della controparte,

La zingara, infatti, dichiarò di essere entrata per chiedere un bicchiere d’acqua poiché la porta era aperta e l’accesso in alcun modo precluso, neanche con un avviso, professandosi quindi minorenne, ragion per cui i militari si attivarono per riaffidarla al (dichiarato) padre che, per conseguenza, formalizzò nei confronti della malcapitata una denuncia per sequestro di persona!

Ne scaturì un processo giudiziario lungo, travagliato e senza prospettive per la malcapitata che, affidandosi alla Giustizia, inconsapevolmente aveva lanciato un boomerang, avendo tutto da perdere, rispetto a dei rom che invece per lei sarebbe stato impossibile perfino ritrovare, atteso che per definizione i nomadi dovrebbero sempre vagare, anche se nel bel paese troppo spesso mettono radici.

Dopo una sfibrante quanto costosa trafila giudiziaria protrattasi per ben tre lustri, ora la beffa per la caiatina è arrivata fra righe della sentenza di assoluzione che, se da un lato la riscatta totalmente sotto l’aspetto morale, per altro verso le consentirebbe di procedere con una contro querela contro chi ingiustamente le ha provocato tanti problemi, ma, considerato proprio che si tratta di nomadi, per la donna si aprirebbe un’altra estenuante quanto vana trafila giudiziaria alla quale ovviamente la stessa avrebbe decisamente rinunciato, si vocifera, nonostante le esortazioni di qualche legale.

Morale di una favola affatto incoraggiante per quanti non sono avvezzi e mai potrebbero farsi giustizia da sé, in un contesto sociale, vivaddio, basato sulla legalità…

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