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Giorno:lunedì, 30 Marzo 2015

Isernia. ‘Stretta’ antidroga della Benemerita: nei guai anche due giovani matesini

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In una località periferica, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, hanno sorpreso un 30enne di Piedimonte Matese ed un 22enne di Capriati a Volturno, i quali si trovavano a bordo di un’autovettura Alfa 146. Avevano occultato delle dosi di eroina…
Con l’avvicinarsi delle festività Pasquali, i Carabinieri hanno intensificato i controlli su tutto il territorio della provincia di Isernia per contrastare vari fenomeni di criminalità. A Carpinone, i militari della locale Stazione hanno denunciato un 25enne del posto poiché resosi responsabile in più circostanze della violazione di una misura cautelare emessa dalla locale Procura della Repubblica, che prevede il divieto di avvicinamento alla residenza di una giovane ragazza di Isernia, nei confronti della quale l’uomo si era precedentemente reso protagonista di una serie di atti persecutori affinché la vittima acconsentisse ad avere una relazione con lui. A Venafro, nel corso di due distinte operazioni, si è proceduto alla denuncia di sei persone per detenzione illegale di sostanze stupefacenti. In particolare, in una località periferica, i Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile, hanno sorpreso un 30enne di Piedimonte Matese ed un 22enne di Capriati a Volturno, i quali si trovavano a bordo di un’autovettura Alfa 146. A seguito di una perquisizione personale e veicolare, occultati all’interno di un nascondiglio ricavato sotto lo stereo, sono stati rinvenuti involucri di cellophane contenenti alcune dosi di eroina. In una località periferica del comune di Sesto Campano, gli stessi Carabinieri del N.O.R.M., hanno sorpreso un 24enne, un 23enne, un 20enne ed un 21enne, tutti di Pozzuoli in provincia di Napoli, a bordo di un’autovettura Fiat 500. Anche in questo caso sono scattate le perquisizioni personali, e in possesso dei quattro, sono stati rinvenuti involucri contenenti varie dosi di hashish. Tutte le sostanze stupefacenti recuperate sono state sottoposte a sequestro, mentre continuano le indagini per accertare se le dosi erano per uso personale o se destinate all’attività di spaccio nella provincia “pentra”. Con queste ultime attività, dall’inizio di quest’anno, salgono a nove le persone arrestate nell’ambito di operazioni antidroga, sei delle quali finite in manette nell’operazione “Last Dose”, coordinata dalla Procura della Repubblica di Isernia e condotta dai militari del Nucleo Investigativo e dell’Arma di Venafro, e a diciotto quelle denunciate dai Carabinieri del Comando Provinciale di Isernia, per reati in materia di stupefacenti, mentre sono oltre duecento le dosi di eroina, cocaina, hashish e marjuana sottoposte a sequestro unitamente a somme di denaro contante pari complessivamente a circa diecimila euro, quale provento delle attività di spaccio.

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Original article: PIEDIMONTE MATESE/CAPRIATI A VOLTURNO. Sorpresi con la sostanza stupefacente addosso. Denunciati un 30enne ed un 22enne. Nei guai altri quattro soggetti.

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PD, l’arresto del giorno: il sindaco di Ischia, ‘Giosi’ Ferrandino

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“Il Pd non vuole fare una legge anticorruzione perché se oggi gliene arrestano uno al giornodomani gliene arresterebbero uno al minuto” Luigi Di Maio

“E’ finito in manette Giuseppe “Giosi” Ferrandino, il sindaco di Ischia del Partito democratico. Con lui anche altre 9 persone, tra cui alcuni dirigenti del colosso “rosso” della cooperazione Cpl Concordia.

Secondo i carabinieri del Comando Tutela Ambientale che hanno svolto le operazioni nell’ambito di un’inchiesta della procura di Napoli, il sindaco ed altri esponenti politici, avrebbero accettato tangenti per assegnare alla Condordia le opere di metanizzazione dell’isola. In carcere sono finiti assieme a Giuseppe Ferrandino il fratello di questi, Massimo Ferrandino, il responsabile relazioni istituzionali della Concordia Francesco Simone, l’ex numero uno della cooperativa Roberto Casari (ora in pensione ma secondo l’accusa regista dell’intera operazione), il responsabile commerciale per il Tirreno Nicola Verrini, il responsabile del nord Africa Bruno Santorelli, il numero uno del consiglio d’amministrazione di Cpl distribuzione Maurizio Rinaldi e l’imprenditore casertano Massimilano D’Errico.

Ai domiciliari è invece finito Silvano Arcamone, dipendente dell’Ufficio tecnico del Comune di Ischia. A coordinare l’inchiesta i pm Woodcock, Carrano e Loreto.

Tutto inizia nel 2013 quando, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la Cpl Concordia inizia a ad accumulare denaro in alcuni fondi neri in Tunisia, soldi necessari alla retribuzioni di pubblici ufficiali al fine di aggiudicarsi gli appalti.

In particolare al sindaco la Cpl Concordia avrebbe versato denaro tramite la stipula di due convenzioni con l’Hotel Le Querce: 330mila euro in tutto per la messa a disposizione di alcune stanze agli impiegati della coop modenese.

Inoltre il fratello Massimo Ferrandino sarebbe stato assunto come consulente e il sindaco avrebbe avuto in regalo almeno un viaggio tutto spesato in Tunisia”.

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Bio-Digestore: guardia alta del ‘fronte del ‘no’ che si estende ad altri Comuni, contrari come quello alifano

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Incontro interlocutorio al Municipio alifano tra sindaco, legale investito dall’Ente e il Comitato del fronte del no alla costruzione del’impianto in città…
Settimana Santa, ma la questione del Biodigestore non andrà in “soffitta”. Il fronte del no, alla realizzazione dell’impianto nella zona industriale di Alife, tiene alta la guardia e sabato sera il Comitato ha ascoltato le parole dell’avvocato Colalillo dello Studio legale di Isernia, ed è stato fatto un punto sulla situazione. È stato in ogni caso, un incontro interlocutorio tra i membri del Comitato per la tutela dell’ambiente ed i cittadini, al quale ha partecipato anche qualche amministratore del circondario, tra cui, il sindaco di Baia e Latina Michele Santoro, il vicesindaco di Piedimonte Matese, Costantino Leuci e quello di Ailano, Giovanni Cantelmo. La riunione si è svolta presso il Comune di Alife ed era presente l’avvocato Umberto Colalillo, avvocato amministrativista molisano, incaricato dal sindaco Giuseppe Avecone di studiare il caso. Sarà proprio il a curare le iniziative del Comune per scongiurare la realizzazione del digestore nell’area Asi. Attualmente il progetto, targato General Construction, è in fase di valutazione presso la Regione. Il Comune è contro, lo ha già ribadito in una delibera. Altre amministrazioni si appresterebbero ad approvare analoghi atti. Piedimonte Matese lo ha già fatto. La Provincia, attraverso una lettera del presidente Domenico Zinzi, ha fatto sapere che il dissenso dell’amministrazione alifana è sufficiente per ritenere la questione superata, almeno sul piano formale, sebbene su quello sostanziale sarà la Conferenza dei Servizi a stabilire se si potrà realizzare o meno il Biodigestore alifano. Tornando all’incontro di sabato sera è stato ribadito da parte del consigliere Gianfranco Di Caprio l’incongruenza dei numeri sui rifiuti destinati alla combustione e la preoccupazione per la destinazione dei fanghi provenienti dalla discarica di San Tammaro. Si è altresì sottolineato, tuttavia, come la cultura ambientale sia emersa solo con l’approssimarsi della realizzazione dell’impianto. Poche, infatti, le idee proposte su soluzioni alternative per risolvere il problema dello smaltimento dei rifiuti della zona Matese. Non c’è dubbio, invece, che il pressing da parte del fronte del no verso Asl, Arpa Campania e tutti gli enti coinvolti, nei prossimi giorni, si farà sentire, anche se, sia l’Azienda Sanitaria e sia l’Agenzia dell’Ambiente si atterranno solo ed esclusivamente alla procedura, ovvero vagliare i requisiti, tralasciando l’onda emozionale, comprensibile della cittadinanza alifana. A parte le iniziative legali che sono al vaglio dello studio Colalillo di Isernia, l’obiettivo è quello di dimostrare come la vocazione dell’area alifana sia essenzialmente zootecnica e agricola e, in quanto tale, da tutelare. Ma si punterà pure sull’aspetto geomorfologico e sul rischio di inquinamento delle falde acquifere che, proprio nell’Alifano, si caratterizzano per la ridotta profondità dal suolo.Quindi una battaglia di carte bollate e ricorsi che verrà combattuta fino all’ultimo per scongiurare la realizzazione dell’impianto. Sebbene tutto ciò che è paventato si al di la dall’essere dimostrato. Infatti se il fronte del no, circa un migliaio di componenti del Comitato per la Tutela del Territorio e stato ribadito, emerge timidamente anche un fronte del “ni” che vorrebbe capire come funziona questo impianto, fermo restando un altro no, forse pesante quanto quello alifano, giunto da San Tammaro e pronunciato dal sindaco Emiddio Cimmino, il quale pur senza entrare nella questione ha già ribadito più volte la volontà di non prendere più rifiuti dal Matese

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Original article: ALIFE. Questione Biodigestore. Incontro al Comune tra il sindaco, i legali investiti dall’Ente e la cittadinanza. Ribadito il no all’impianto ora si punta all’aspetto geomorfologico.

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