Piedimonte Matese. Recuperato dai Pompieri, ma morto, cagnetto investito e lanciato ne torrente
Vano soccorso dei Vigili del Fuoco per cercare di salvare un cagnolino che due esseri indegni della società civile pare avessero prima investito e poi lanciato nelle acque gelide del torrente Torano.
M veniamo ai fatti: nella mattina di giovedì il noto animalista Pierangelo Fontana ha ricevuto una telefonata dalla responsabile dei Vigili Urbani, Anna Maria Ferraro, la quale chi chiedeva la cortesia di intervenire lungo le rive del Torano, in via don Bosco, perchè le era stato segnalato da una signora che un cagnolino era scivolato giù ne dirupo.
L’amico degli animali si attivava immediatamente e, una volta sul posto, capiva che era impossibilitato a recuperare la bestiola.
Sul posto quindi, intervenivano immediatamente i Vigili de Fuoco e una pattuglia dei Vigili Urbani.
I caschi rossi, imbastivano subito una imbracatura e un pompiere si calava nel dirupo, riuscendo a recuperare il povero cagnolino.
Purtroppo la felicità per i presenti durava un battito di ciglia.
Infatti le condizioni dell’animaletto apparivano immediatamente gravissime, riscontrate anche con una radiografia: aveva la spina dorsale spezzata.
L’ipotesi più accreditata che è emersa vede una bestia bipede abbandonare il cane, come purtroppo in tanti, davanti al Rifugio “Mascherina”, ubicato a circa un centinaio di metri da dove era finito il cagnetto.
L’animale, udendo i latrati degli altri cani ospitati all’interno della struttura, impaurito, è scappato lungo la strada.
Appena arrivato davanti ad un’abitazione è stato investito dal secondo animale dalle sembianze umane: una signora udendo il latrato terribile provenire da fuori, notava il cagnetto, ormai stremato, che si trascinava in direzione del fiume, finendo poi giù.
La signora in questione, in maniera civile e degna, immediatamente chiamava i Vigili Urbani e la storia poi è andata come abbiamo raccontato.
Purtroppo però, viste le gravissime condizioni del cane, in serata la povera bestiola moriva.
Sono questi i segnali purtroppo di una società perversa e che lasciano presagire il peggio se non si interviene con la massima fermezza per educare (o isolare) siffatta gentaglia.
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