Giorno: giovedì, 26 Marzo 2015

Caiazzo. Omissione di atti d’ufficio: rinviato a giudizio Giaquinto, ex sindaco e assessore provinciale

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Omissione in atti di ufficio. Nel 2013 si rifiutò di firmare un’ordinanza per un’abitazione piena zeppa di rifiuti e mal tenuta. Denunciato dai carabinieri della Stazione di Caiazzo, guidata dal Comandante pro tempore Giuseppe Oliva. Testimoni anche due funzionari comunali…
Stefano Giaquinto (nella foto), un tempo “Deus ex Machina” del Comune di Caiazzo, finisce nel “tritacarne” della giustizia italiana per una vicenda davvero incredibile. Sull’ex sindaco e vicesindaco di Caiazzo grava il capo di imputazione per il quale è stato rinviato a giudizio di “omissione in atti di ufficio” per una vicenda del 2013. Ma andiamo con ordine. Due anni fa una signora di Caiazzo fece una segnalazione all’Asl spiegando che da un’abitazione privata proveniva un olezzo indicibile. L’Asl intervenne ed effettivamente constatò che l’abitazione era ridotta davvero male. A quel punto il personale dell’Azienda Sanitaria fece la dovuta segnalazione al Comune, ed il sindaco pro tempore, Stefano Giaquinto, stante l’accusa, non emanò l’ordinanza per risolvere quella incresciosa situazione. Tutto finito? Per niente! L’Asl, sempre in base all carte del giudizio, segnalò la vicenda anche ai Carabinieri della locale Stazione di Caiazzo, i quali, a differenza del sindaco, intervennero e, denunciarono alla Procura della Repubblica proprio Stefano Giaquinto. Il Gip, durante l’udienza preliminare lo ha rinviato a giudizio e, l’ex sindaco e vicesindaco caiatino, ha assunto ufficialmente lo status di imputato. Infatti il prossimo 9 luglio, innanzi al Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, si svolgerà l’udienza prevista, con i capi di imputazione a carico dell’attuale consigliere comunale caiatino, che dovrà difendersi dalle accuse di omissione in atti di ufficio. Testimoni in questa vicenda due funzionari comunali e la segretaria comunale pro tempore.

Bio Veglia

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Original article: ***CAIAZZO L’EX SINDACO E ATTUALE ASSESSORE PROVINCIALE STEFANO GIAQUINTO RINVIATO A GIUDIZIO*** Prima udienza il prossimo 9 luglio..

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PIEDIMONTE MATESE. Sciopero all’Istituto Alberghiero “Cappello”. Il consigliere provinciale Gianluigi Santillo è intervenuto a sostenere le ragioni degli studenti

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Abbiamo scritto nel precedente post che a qualche consigliere provinciale saranno fischiate le orecchie. Ma il consigliere Santillo è intervenuto subito sul posto per ascoltare e fare sue le ragioni degli allievi dell’Alberghiero…
Oggi abbiamo scritto dello sciopero degli studenti dell’Istituto Alberghiero per via dei disagi che stanno patendo dopo i danni subiti dalla struttura a causa del maltempo degli ultimi giorni. Abbiamo chiuso il post pubblicato poche ore fa, scrivendo anche che a qualche consigliere provinciale del territorio saranno fischiate le orecchie, perchè assenti. Giustamente qualcuno ci ha segnalato che il consigliere provinciale Gianluigi Santillo (nella foto), non solo è intervenuto immediatamente per ascoltare i ragazzi, ma per ciò che è nelle sue competenze, si è anche attivato in modo sollecito, per cercare di trovare una soluzione per il glorioso Alberghiero di Piedimonte Matese. Per cui è giusto dare a Cesare ciò che è di Cesare e soprattutto apprezzare la presenza di un politico sovracomunale attivarsi presso le istituzioni altrimenti lontane.

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ALIFE. L’azienda Comind partecipa al Convegno istituzionale presso la Camera dei Deputati per partecipare alla tavola rotonda organizzata dalla Presidenza della X Commissione Attività Produttive

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All’organizzazione della kermesse ha contribuito anche L’Anfia. Erano presenti il Vice Ministro per lo Sviluppo Economico Claudio De Vicenti e svariate cariche istituzionali governative. Per l’azienda alifana erano presenti l’AD Fernando De Felice, Nicola Perrini e Federica De Felice…
La Comind di Alife convocata al Convegno istituzionale presso la Camera dei Deputati (Palazzo Montecitorio) il 24.03.2015 per partecipare alla tavola rotonda organizzata dall’ANFIA e dalla Presidenza della X Commissione Attività Produttive. Il convegno ha avuto l’obiettivo di delineare e condividere, con i rappresentanti del Governo e del Parlamento, un progetto di rilancio per il settore Automotive. Alcuni temi sviluppati dalla tavola rotonda: Innalzamento dei livelli di produttività, riduzione dei costi dell’energia, aumento della domanda interna, strumenti finanziari adeguati a supportare gli investimenti, regolamentazione snella ed efficace, proiezione verso nuove forme di mobilità; Esponenti delle istituzioni presenti: Ettore Guglielmo Epifani , Presidente X Commissione Attività produttive, commercio e turismo; Michele Pompeo Meta, presidente IX Commissione della Camera dei Deputati; Roberto Vavassori, Presidente di ANFIA (Associazione Nazionale Filiera Automotive); Claudio De Vincenti, Vice Ministro per lo Sviluppo Economico; Enrico Morando, Vice Ministro dell’Economia e Finanze; Barbara Degani, Sottosegretario Ministero dell’Ambiente; In rappresentanza della Comind erano presenti l’AD Fernando De Felice, Dr. Nicola Perrini, A. Federica De Felice. 
Obiettivo del convegno.Momento di incontro organizzato dalla filiera automotive in collaborazione con la Presidenza della X Commissione Attività Produttive, Commercio e Turismo e con la Presidenza della IX Commissione Trasporti, Poste e Telecomunicazioni della Camera dei Deputati per delineare e condividere, con i rappresentanti del Governo e del Parlamento, un progetto di rilancio per un settore strategico del manifatturiero italiano. Negli ultimi anni, si è assistito ad una discesa della produzione nazionale di veicoli sotto i livelli di minima sostenibilità. Fino ad ora, la tenuta complessiva della filiera è stata garantita da quelle aziende, che hanno saputo trovare nei mercati esteri risposte adeguate alle proprie strategie di sviluppo. Nonostante ciò, numerosi sono ad oggi i tavoli di crisi aperti e i pezzi di filiera persi. Ora, è arrivato il momento di rivolgere lo sguardo al nostro territorio. Occorrono innalzamento dei livelli di produttività, riduzione dei costi dell’energia, aumento della domanda interna, strumenti finanziari adeguati a supportare gli investimenti, regolamentazione snella ed efficace e proiezione verso nuove forme di mobilità, efficiente ed intelligente. Tutte pre-condizioni indispensabili per incrementare la competitività del settore nello scenario globale e per tornare a generare crescita e occupazione sul piano nazionale.

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***GIOIA SANNITICA/FAICCHIO*** Era uno degli appartenenti alla banda di ladri che ha flagellato il Matese e il confinante Sannio. In galera l’albanese Maksuti Nexhbedin

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In un lasso di tempo tra il 2008 e il 2010, un’orda di albanesi depredò in lungo e largo l’area matesina ed in particolar modo tra Gioia Sannitica e la confinate Faicchio. Il 32enne fu arrestato insieme ad altri ed ora è stato rispedito in carcere, laddove dovrà scontare un residuo di quasi diciannove mesi di galera…
In Santa Maria Capua Vetere (CE), i Carabinieri della locale Stazione, hanno rintracciato ed arrestato il cittadino albanese Maksuti Nexhbedin, cl. 1983, ricercato dal luglio dello scorso anno, sul quale pendeva ordine di carcerazione per espiazione pena, emesso dalla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, ufficio esecuzioni penali. Nella circostanza il prevenuto dovrà espiare una pena di anni 1 mesi 7 e giorni 28 di reclusione, poiché condannato per una serie di furti commessi tra il 2008 e il 2010 nelle province di Caserta e Benevento. In particolar modo, come abbiamo chiesto anche agli organi inquirenti ufficiali, Maksuti faceva parte di un gruppo di albanesi che in quel periodo, ma anche successivamente, agivano nelle zone di Gioia Sannitica e Faicchio, depredando le civili abitazioni ed erano diventati il terrore dell’Alto Casertano. La notte tra il 5 ed il 6 luglio del 2012, periodo successivo a quello preso in esame, fu accoppato un albanese in una masseria privata, scoperto a rubare dal proprietario, l’uomo che fu ucciso era Xhepa Dashamir che insieme ad altri ladri, era penetrato all’interno dell’abitazione di Giovanni Capozzo, il quale a sua volta reagì, terrorizzato e gli sparò. Maksuti dopo l’arresto da parte dei Carabinieri, è stato condotto presso la casa circondariale di Santa Maria Capua Vetere.

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ALIFE. Rifiuti speciali abbandonati da tre anni in località San Rocco. Il sindaco Giuseppe Avecone, emana ordinanza di rimozione alla proprietaria, Concetta Varricchione, residente a Piedimonte Matese.

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La signora, 43enne matesina, fu denunciata già nel 2012, quando il Comando di Polizia Municipale fece il blitz sul terreno di sua proprietà. L’area fu sequestrata ma da allora non è avvenuto più nulla… 
Ordinanza di rimozione dei rifiuti firmata il 26 marzo dal sindaco di Alife, Giuseppe Avecone, nei confronti della 43enne Concetta Varricchione di Piedimonte Matese, proprietaria di un terreno sito in via Saetta in località San Rocco. Il 17 novembre del 2012 il Comando dei Vigili Urbani, espletò un sopralluogo sul terreno di proprietà della donna ed il personale operante scoprì di tutto e di più, persino che era stato deviato un corso d’acqua sorgivo. “Nel terreno segnalato –scrissero i Vigili – di trova un grosso cumulo di materiale di risulta, di lavorazioni edili, di pneumatici ed una certa quantità di materiale ferroso. Al momento del sopralluogo, si notava altresì al lato ovest, un fosso di scorrimento acque, con delle paratie composte da materiale ferroso, lamiere arrugginite e compensato.” A seguito del predetto sopralluogo, i Vigili Urbani procedevano al sequestro, limitatamente dove erano stati depositati i rifiuti speciali, onde evitare la prosecuzione del reato in attesa di convalida del sequestro e delega delle indagini da parte dell’Autorità Giudiziaria per accertare il proprietario del fondo e l’autore del reato, se diversa persona. A seguito delle indagini, venne accertato che la proprietaria del fondo era la signora Concetta Varricchione di Piedimonte Matese. Il sequestro fu convalidato in data 30 novembre e la stessa Varricchione con procedimento penale numero 21840/12 e numero 14376/12 fu denunziata alla Procura della Repubblica. Da allora nulla è cambiato ed in data 26 marzo il sindaco Giuseppe Avecone ha emanato l’ordinanza di rimozione dei rifiuti e ripristino dello stato dei luoghi. Pena l’azione in danno a terzi, a carico della stessa proprietaria, da parte del Comune che rimuove i rifiuti e carica la spesa alla Varricchione.

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ALVIGNANO. Angelo Di Costanzo si insedia in Regione e va a pranzo con il marito di Noemi Letizia, Vittorio Romano, inviato direttamente a Napoli da Silvio Berlusconi

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Francesca Pascale e soprattutto la matesina doc, Maria Rosaria Rossi, hanno di fatto preso in mano le sorti di Forza Italia in Campania. Di Costanzo è stato invitato a pranzo dall’inviato del leader del partito…
Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. La maggioranza di centrodestra che sostiene il governatore Stefano Caldoro vacilla e in campo scende Vittorio Romano (nella foto a dx mentre parla con Angelo Di Costanzo), marito di Noemi Letizia, uomo di punta di Forza Italia in Campania e responsabile per il Sud Italia dei club Forza Silvio. Il fedelissimo di Francesca Pascale e Silvio Berlusconi questa mattina ha fatto visita al Consiglio regionale della Campania dove era in programma l’approvazione dell’ultima finanziaria targata Stefano Caldoro. La seduta è stata rinviata per tre volte per mancanza di numero legale. Il Cavaliere avrà pensato di spedire Vittorio Romano per rincuorare il presidente della Giunta e magari far sentire la presenza romana (Francesca Pascale e Maria Rosaria Rossi) a qualche consigliere azzurro malpancista. Il marito di Noemi si è intrattenuto a lungo nella sede dell’assemblea regionale, pranzando con alcuni consiglieri regionali tra cui il casertano Angelo Di Costanzo, (approdato in Consiglio nella seduta odierna). La presenza di Romano conferma la volontà di Francesca Pascale e Maria Rosaria Rossi di prendere in mano la gestione del “dossier regionali” in Campania, commissariando di fatto i vertici locali. Il voto sulla finanziaria slitterà forse a domani 27 marzo. Sul provvedimento Caldoro sarebbe intenzionato a porre il voto di fiducia per evitare brutti scherzi. La candidatura di Angelo Di Costanzo, in Forza Italia è stata in ogni caso già blindata da Carlo Sarro, coordinatore provinciale e Domenico De Siano, coordinatore regionale del partito, soprattutto dopo gli “inviti” giunti da Roma dalla “leader ombra” Maria Rosaria Rossi

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***SESSA AURUNCA. TENTA IL SUICIDIO SALVATO DA DUE EROI!*** Due Carabinieri sono riusciti appena in tempo a salvare la vita ad un 55enne che voleva impiccarsi

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Nel momento in cui, l’uomo aveva già intrapreso l’azione “insana” sono intervenuti tempestivamente i Carabinieri che già avevano notato l’incredibile scena…
Cinquantacinquenne, tenta di togliersi la vita impiccandosi con una sciarpa, ma il provvidenziale intervento di due Carabinieri della stazione di Cellole lo mettono in salvo. Salvatore di anni 55, residente nel comune di Casal di Principe, l’altra sera mentre sostava a bordo della sua Citroen C1, sull’asse viario della Domiziana, in preda allo sconforto dovuto a problematiche sentimentali, certo di non aver più possibilità con la sua amata, si è stretto al collo una sciarpa, legandola poi allo specchietto retrovisore, con l’intento di dire addio alla vita. Nel momento in cui, l’uomo aveva già intrapreso l’azione di lanciarsi di lato sul sedile del passeggero per cercare di far stringere il nodo scorsoio per procurarsi la morte, la pattuglia dei Carabinieri intenta nei controlli di routine, accortasi dell’auto ferma si è avvicinata per un controllo. Immediatamente, il Brigadiere e l’Appuntato in servizio nella locale stazione, appartenete alla Compagnia Carabinieri di Sessa Aurunca, agli ordini del Maggiore Antonio Ciervo, resisi conto di cosa stava avvenendo nell’abitacolo, forzando lo sportello dell’autovettura, hanno prontamente tratto in salvo Salvatore. Successivamente, i responsabili del 118 hanno condotto l’uomo all’Ospedale di Aversa per le dovute cure del caso. La celerità della Benemerita, ha scongiurato l’ennesima disgrazia che tutti i giorni si susseguono nel mondo intero. Questa volta, un essere umano è stato posto in salvo, ora serve che gli apparati sociali si prodigano affinché Salvatore non ritenti l’estremo gesto. 
Anna Izzo

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PIEDIMONTE MATESE. Il sindaco Vincenzo Cappello blocca i fondi del riparto della produttività. Sindacati sul piede di guerra. Mancano all’appello circa 25mila euro.

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Le tre sigle di Rsu, ovvero la Cisl, la Uil e il Diccap firmano “quasi” all’unanimità il documento in cui chiedono al primo cittadino di sbloccare i fondi. Non firma però uno dei Rsu Cisl, l’agente di Polizia Municipale Marco Bove… 
Sindacati sul piede di guerra al Comune di Piedimonte Matese. Secondo il contendere infatti, il primo cittadino del capoluogo matesino, non ha dato il via libera al pagamento in favore dei dipendenti comunali per il riparto della produttività, un fondo destinato di 55mila euro destinato in parte ai Vigili Urbani (circa 30mila euro già liquidati o ancora da liquidare) e in parte appunto proprio al resto dei dipendenti (circa 25mila euro) rimasti fermi però ai box, ovvero dal segretario comunale Sandro Riccio. La Cisl, la Uil e il Diccap, le tre sigle dei Rsu, hanno protocollato una lettera il 25 marzo indirizzata al sindaco Vincenzo Cappello ed al segretario comunale Sandro Riccio, invitandoli a rispettare il documento firmato in data 6 novembre del 2014, col quale si stabiliva che nel fondo ripartito agli impiegati, non poteva partecipare chi superava il premio di produttività della somma di 500,00 euro. Ed invece, nel riparto, pare debbano entrare anche gli stessi caschi bianchi matesini. E, a tal proposito il rappresentante sindacale della Cisl, Marco Bove non ha sottoscritto il documento spedito al sindaco ed è anche ovvio, se non scontato, atteso che lui è un appartenente ai Vigili e quindi parte in causa. A firmare invece la lettera, sono stati Antonio Marotti ed Elmo Iannarelli per la Cisl. Poi ancora Marina Fragola per la Uil e, infine, Maddalena Della Paolera rappresentante del Diccap e vera e propria “fustigatrice” quando c’è da difendere i diritti dei lavoratori. I sindacalisti, in pratica, lamentano di aver ricevuto dal primo cittadino, Vincenzo Cappello e dal segretario comunale Sandro Riccio, un indesiderato “Uovo di Pasqua”, per cui sono pronti a rivolgersi a tutte le Autorità competenti.

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GALLUCCIO. Abusivismo edilizio. I Carabinieri hanno deunciato tre persone per aver realizzato una “baraccopoli” in un’area ove vige il vincolo paesaggistico

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I Carabinieri, dopo aver effettuato il controllo da cui è scaturito l’assenza delle autorizzazione a costruire, dopo aver denunciato A.M. di anni 59, G.F. di anni 54 e S.D.F. di anni 60 tutti residenti nel piccolo comune montano, hanno poi posto sotto sequestro l’intero perimetro…
Abusivismo edilizio, i Carabinieri della locale stazione appartenenti alla Compagnia Carabinieri di Sessa Aurunca guidata dal Maggiore Antonio Ciervo, hanno denunciato tre persone per aver realizzato varie baracche in un area di loro proprietà. Il blitz, teso a far rispettare la normativa che tutela l’ambiente circostante dagli abusi edilizi, si è verificato l’altro giorno nel Comune di Galluccio. I Carabinieri, dopo aver effettuato il controllo da cui è scaturito l’assenza delle autorizzazione a costruire, dopo aver denunciato A.M. di anni 59, G.F. di anni 54 e S.D.F. di anni 60 tutti residenti nel piccolo comune montano, hanno poi posto sotto sequestro l’intero perimetro dove i denunciati alle autorità giudiziarie, avevano costruito una baraccopoli da utilizzare come dimora dove potere riporre attrezzature ed utensili vari. Nel portare a termine il loro compito, volto a far rispettare le leggi che regolamentano il comparto edile, i Carabinieri hanno attivato il procedimento penale nei confronti dei tre, allorquando gli stessi non hanno presentato le dovute autorizzazione. Senza tenere conto del vincolo paesaggistico, ed in assenza dei permessi a costruire i denunciati, avevano ritenuto procedere nella costruzione di baracche in lamiere. Prossimamente, i tre trasgressori dovranno chiarire la loro posizione dinanzi al giudice di competenza visto che devono rispondere del reato di abuso edile in assenza di permesso a costruire in zone sottoposte a vincolo paesaggistico.

Anna Izzo

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Sessa Aurunca. Costruiscono un fabbricato di 200mila euro senza essere in possesso di alcun titolo edilizio. I Carabinieri denunciano sei soggetti

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I denunciati sono tutti residenti nel napoletano, nel commettere il reato di abusivismo edile si sono resi colpevoli anche di aver dato vita ad una sorta di discarica abusiva, dove quotidianamente sversavano i rifiuti inerti provenienti dall’abbattimento di manufatti edili. Gli uomini guidati dal Maggiore Ciervo hanno bloccato tutto… 
Fabbricato del valore di 200mila euro, costruito completamente in assenza delle dovute autorizzazione, i Carabinieri della Compagnia di Sessa Aurunca, retta dal Maggiore Antonio Ciervo, hanno denunciato sei napoletani e provveduto al sequestro del manufatto fatto sorgere nella frazione Tuoro. I denunciati : R.Z di anni 47, A.D.N di anni 44, B.C di anni 27, G.M di anni 38, G.S di anni 47 e P.S di anni 45, tutti residenti nel napoletano, nel commettere il reato di abusivismo edile si sono resi colpevoli anche di aver dato vita ad una sorta di discarica abusiva, dove quotidianamente sversavano i rifiuti inerti provenienti dall’abbattimento di manufatti edili. I Carabinieri, nel corso del controllo portato avanti per tutelare l’ambiente circostante dall’attacco di chi non si attiene alle normative di legge, dopo aver constatato che i trasgressori non detenevano i permessi a costruire, hanno elevato nei loro confronti la denuncia penale, contestualmente hanno posto sotto sequestro l’intero fabbricato su due livelli nonché l’area dove erano ammassati i rifiuti edili. I denunciati, tra questi il committente dei lavori e gli operai, che insieme formavano una sorta di società, provenienti da Caivano, Marano ed altre zone dell’Hinterlad napoletano, senza attenersi alle leggi vigenti, si sono portati nella piccola frazione ed hanno costruito abusivamente, ma grazie all’intervento dei militari del Maggiore Antonio Ciervo, sono stati bloccati e ascritti nel registro dei denunciati. 
 Anna Izzo

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***ALVIGNANO. FECE ARRESTARE IL SINDACO DI CEPRANO***L’imprenditore Offreda presentò denuncia ai Carabinieri dopo che aveva ricevuto una richiesta di tangenti. Oggi E’ stato arrestato di nuovo Giovanni Sorge

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Il sindaco Sorge mi chiese i soldi”, l’imprenditore di Alvignano, Offreda, conferma ogni accusa. Lo ha fatto, qualche mese fa anche in aula, davanti ai giudici, rispondendo alle domande degli stessi giudici ma anche dei difensori dell’imputato…
Brusco risveglio a Ceprano per i clamori di una vicenda giudiziaria che, però, era ampiamente annunciata. Scattano nuovamente le manette ai polsi dell’ex sindaco Giovanni Sorge (nella foto) e, in questa circostanza anche per il responsabile dell’ufficio tecnico comunale Aurelio Tucci e l’imprenditore di Monte San Giovanni Campano Massimo Sigismondi. Amministratore Delegato di P.R. Imprenditore di Veroli, è stato notificato il divieto di espatrio. “Turbativa d’asta, corruzione e falso” sono i reati per i quali, questa mattina, i carabinieri della sezione di Pg della procura di Frosinone e i loro colleghi della compagnia di Pontecorvo, si sono mossi all’alba traendoli in arresto. Le indagini sono iniziate nel 2012, quando sindaco era Sorge, e hanno permesso di svelare una gestione clientelare degli appalti pubblici del comune di Ceprano che già nel novembre del 2013 avevano già permesso di notificare la misura cautelare al sindaco. In particolare le indagini, scattate anche dopo la denuncia dell’imprenditore di Alvignano Offreda, hanno permesso di far emergere un collaudato sistema di turbativa d’asta, sollecitata dal Sindaco e realizzata attraverso l’operato del responsabile dell’Ufficio Tecnico e la complicità di ditte riconducibili agli altri indagati, consistente nel realizzare procedure truccate attraverso la predisposizione di preventivi fittizi di più imprese. In altre circostanze, invece, i lavori venivano affidati direttamente dal sindaco e pagati con fatture gonfiate. La ricostruzione fatta dagli investigatori, del sistema usato dagli indagati per guidare le aggiudicazioni dei lavori era spregiudicato. In una circostanza il Sindaco e il Responsabile dell’Ufficio Tecnico, “pur di superare l’ostacolo – si legge in una nota stampa – rappresentato da una Ditta non compiacente che aveva proposto un’offerta più vantaggiosa, alteravano l’offerta di Sigismondi apponendo a posteriori la dicitura di ulteriore sconto facendola, di fatto, risultare inferiore e dunque aggiudicataria, salvo, successivamente, compensare il “mancato guadagno” con l’affidamento diretto di ulteriori lavori alla medesima ditta, lavori in realtà già ricompresi e previsti a carico della ditta affidataria”. I lavori finiti sotto la lente degli investigatori sono compresi nel periodo 2011-2013 e riguardano l’appalto per lavori presso la ex Casa Comunale. In questo caso ; l’appalto per l’intervento di messa a norma e manutenzione straordinaria del ex Mattatoio; l’appalto per lavori da eseguirsi presso la Torre Medioevale; l’affidamento diretto di lavori di manutenzione stradale in occasione del passaggio del Giro d’Italia. Gli arrestati, al termine delle previste formalità di rito, sono stati sottoposti al regime degli arresti domiciliari presso le rispettive abitazioni.

IL RUOLO DELL’IMPRENDITORE OFFREDA IN QUESTA VICENDA. – Offreda aprì uno scenario davvero impressionante, degno del miglior sistema di Tangentopoli e conseguenza della denuncia da lui presentata tempo fa. “Il sindaco Sorge mi chiese i soldi”, l’imprenditore di Alvignano, Offreda, conferma ogni accusa. Lo ha fatto, qualche mese fa anche in aula, davanti ai giudici, rispondendo alle domande degli stessi giudici ma anche dei difensori dell’imputato. Un interrogatorio durissimo, durante il quale Offreda non apparve mai in difficoltà, ribattenbdo punto su punto e spiegando la dinamica dei fatti. Avrebbe dovuto fornire al sindaco un contributo pari al 10% dell’importo dell’appalto che sfiorava il milione di euro. Una tangente che doveva essere mascherata con una sponsorizzazione ad una squadra di calcio. Appalti pubblici e tangenti, questo era il connubio con Sorge che chiede anche una tangente di 70mila euro. Ma l’imprenditore di Alvignano si ribella e dice no denunciando tutto alla Procura della Repubblica e così il primo cittadino venne spedito in galera.

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PIEDIMONTE MATESE. Sciopero dei 560 studenti dell’Istituto Alberghiero “Cappello”. La struttura danneggiata dal maltempo è diventata una piscina.

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I ragazzi non solo hanno ragione da vendere, ma hanno dimostrato anche di saper far valere i loro sacrosanti diritti. Guardate un pò le immagini. Interviene anche il sindaco Vincenzo Cappello che chiama la Provincia: “Se non vengono adottati dei provvedimenti in tre -quattro giorni, arriveremo a soluzioni drastiche… 
Sciopero degli studenti dell’Istituto Alberghiero “Cappello” di Piedimonte Matese, a causa dello stato in cui versa la struttura, danneggiata dopo il maltempo e finita, secondo il giusto contendere, nel dimenticatoio. Ieri pioveva in città e, attraverso il lucernario rotto è entrata acqua in maniera copiosa nella zona delle aule, tanto è che all’interno sembrava di stare in una piscina. “Non è possibile – spiegano alcuni rappresentanti degli studenti – che si debba arrivare sempre a gesti estremi per far si che chi di dovere intervenga. Oggi la giornata è buona e quindi nessuno può rendersi conto dello stato in cui versa la nostra scuola. Ieri, che invece pioveva, siamo stati costretti ad allontanarci dalle aule. E non è tutto! Infatti oltre all’acqua, c’è anche il freddo da combattere, atteso che attraverso il lucernario rotto arrivano forti correnti di aria fredda. E’ mai possibile che i funzionari, dirigenti della Provincia di Caserta, a cui spetta il compito della manutenzione delle nostre scuole, se ne strafregano?” Il Dirigente Scolastico, Luigi Izzo, ha scritto ripetutamente alla Provincia di Caserta ed anche alla Prefettura, perchè tenere 560 studenti esposti alle intemperie, rappresenta anche un problema per la loro incolumità. Sul posto è giunto poi il sindaco di Piedimonte Matese, il quale ha espresso parole di solidarietà per gli studenti ed il corpo docenti, nonchè allo stesso preside Izzo. Cappello ha investito immediatamente la Provincia e sono giunti alcuni funzionari per un sopralluogo. Il primo cittadino li ha invitati a provvedere a stretto giro, tre -quattro giorni al massimo, ad un sollecito intervento. “Se la struttura non viene resa agibile in pochi giorni, sono pronto ad adottare provvedimenti anche drastici!” Ha chiosato il sindaco. La manifestazione degli studenti si è conclusa senza alcun problema di sorta ed anzi è emersa la marea di dignità di cui questi giovani sono pieni, ed anche molta, moltissima maturità da parte degli stessi che hanno saputo rivendicare e ancor più veicolare la loro protesta all’indirizzo di coloro che erano competenti ad intervenire e non lo hanno fatto. Vedremo ora se qualcosa accadrà. Da ultimo, ma non meno importante, nell’area matesina ci sono ben tre consiglieri provinciali, è possibile che a questi non siano fischiate neanche le orecchie?

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Original article: PIEDIMONTE MATESE. Sciopero dei 560 studenti dell’Istituto Alberghiero “Cappello”. La struttura danneggiata dal maltempo è diventata una piscina..

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Riardo e dintorni. Tutti al cinema per la ‘prima’ di ‘Ci devo pensare’, girato in zona

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In particolare gran parte delle scene sono state realizzate, la scorsa estate, all’interno della Fiera del Mobile che fa da set e da elemento fondamentale nella storia…
Run Film e Rai Cinema presentano ‘Ci devo pensare’, un film di Francesco Albanese, distribuito da Nororius Pictures, che uscirà nelle sale cinematografiche il 9 aprile. ‘Ci devo pensare’ è una piccola commedia girata interamente tra Napoli e Riardo. In particolare gran parte delle scene sono state realizzate, la scorsa estate, all’interno della Fiera del Mobile che fa da set e da elemento fondamentale nella storia. La produzione ha scelto il centro di eccellenza nel casertano come location, grazie pure alla disponibilità di proprietari e dirigenti, Ciro Perrella e Raffaele Perrella. ‘Ci devo pensare’ è una divertente commedia partenopea diretta ed interpretata da Francesco Albanese, uno dei volti noti di Made in Sud. Albanese nella sua prima opera racconta le scelte e le indecisioni quotidiane che i giovani d’oggi vivono tanto nel lavoro quanto nella vita privata. Tra incontri, scontri ed esilaranti situazioni paradossali viene offerta una diversa lettura del presente e una fantasiosa possibilità di immaginare il futuro. I più divertenti comici napoletani del momento, tra cui Ciro Priello, volto noto del fenomeno web The Jackal, Mariano Bruno e Alessandro Bolide, vengono affiancati dalle affascinanti attrici Barbara Tabita e Shalana Santana. Davide (Francesco Albanese) è un giovane napoletano, poco più che trentenne, che lavora come precario in un mobilificio ed è fidanzato con Alessia (Barbara Tabita). Quando lei lo lascia e lo sbatte fuori di casa, la sua vita cambia per sempre. Trovatosi in mezzo a una strada, Davide, insieme al gruppo dei suoi improbabili amici troverà una soluzione abitativa molto originale che gli darà anche un’idea per un nuovo business. “Con questo film voglio far divertire il pubblico attraverso l’originalità dei personaggi, rovesciando in senso comico le difficoltà e le varie situazioni che il protagonista incontra nel suo percorso, e soprattutto, raccontando la storia di un ragazzo e una ragazza che si incontrano, si innamorano e devono inventarsi un modo di stare insieme” ha dichiarato il regista Francesco Albanese. ‘Ci devo pensare’ uscirà nelle sale cinematografiche il 9 aprile.

Andrea De Luca


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Original article: RIARDO. Il nove aprile prossimo esce nelle sale il film “Ci devo pensare” di Francesco Albanese. La pellicola girata tra Napoli e il paesino dell’Alto Casertano/TRAILER.

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