Roccamonfina. Residenti contestano l’ex sindaca Tari che ritiene di aver operato per il bene comune
Lettera aperta di alcuni cittadini di Roccamonfina. La missiva è giunta a seguito del video postato su Youtube in cui la ex Sindaco di Roccamonfina, Letizia Tari (nella foto), ha proclamato la liceità dei suoi comportamenti corruttivi perché fatti a buon fine.
I firmatari della lettera aperta che, abbiamo ritenuto doveroso pubblicare integralmente, hanno sottoscritto:
“Amore per la verità e rispetto della legalità ovvero il fine non giustifica i mezzi.
Molteplici recenti avvenimenti non solo a livello nazionale, ma purtroppo anche a livello locale, hanno causato un diffuso e forte disorientamento morale e sociale: nei tanti genitori che affrontano in silenzio e con coraggio le attuali difficoltà economiche, nei loro figli che stentano a sperare in un futuro più avvincente che consenta loro di realizzarsi come persone e sempre più scoraggiati purtroppo nel continuare a credere di poter positivamente orientare le loro scelte di vita, nonostante l’impegno costante negli studi e nel sociale.
Anche nell’ambito pubblico più prossimo, quello comunale, si assiste ad una vera e propria ‘frattura’ tra i comportamenti e l’etica di riferimento, tra la prassi e i relativi e fondanti principi morali.
Ci si sta, desolatamente, abituando all’idea che tra l’etica e la morale professate e le azioni concrete ci debba essere una inevitabile ‘crasi’, sia nella vita privata che in ambito pubblico, a scapito soprattutto dei giovani che vivono una drammatica scissione tra principi che sentono sempre più proclamati e comportamenti ad essi non conformi e spesso addirittura antitetici, che causano in loro sbandamento e sfiducia.
Non è accettabile che un Sindaco, arrestato per comportamenti corruttivi commessi nell’esercizio delle sue funzioni, non solo non si scusi con i cittadini, ma addirittura – anche attraverso video pubblici postati su Youtube – ne rivendichi la correttezza e l’opportunità sociale.
Quale senso morale guida un Sindaco che sostiene la legalità, la legittimità e anche l’opportunità di aver preteso da una ditta – affidataria diretta, cioè senza alcuna gara, del servizio di raccolta e smaltimento rifiuti comunali – di denaro per la Pro-Loco oltre all’assunzione forzata e posticcia di due persone, sostenendo nel primo caso che i soldi non erano per le proprie tasche e nel secondo caso che si trattava comunque di due giovani del luogo, dimenticando che i reati di corruzione sono tali anche nei casi in cui il denaro e le altre utilità sono indebitamente richiesti anche a favore di altri?
Ogni onesto cittadino resta sgomento e basito di fronte a tanta protervia nell’uso di un potere delegato per il bene comune, ma utilizzato per favorire i più vicini e fedeli, fossero anche dei giovani, o per pretendere dei contributi economici, anche se destinati a spettacoli pubblici.
Il messaggio che da tali comportamenti – e dalle successive inopportune apologie via web – giunge ai tantissimi giovani che, nonostante le difficoltà attuali e fieri della loro dignità e della loro intelligenza, ritengono di non asservirsi al Sindaco di turno, è devastante: cambiano i Sindaci, ma gli atteggiamenti negativi permangono, anzi a volte peggiorano.
Emerge anche così un chiaro tratto “padronale” nella gestione del potere pubblico che, lontanissimo dall’essere un “servizio” al bene comune, piega l’istituzione Comune ai propri interessi privati e alle proprie ambizioni politiche, arrivando ad ammettere l’evidenza dei fatti accaduti, ma a negarne l’oggettiva rilevanza penale e il pregnante disvalore etico.
In questo nostro difficile tempo, in cui la legalità sembra essere solo un orpello ingombrante per l’agire pubblico, la speranza è riposta in chi non si arrende, in chi ha ancora il coraggio di esternare la propria indignazione per comportamenti illegali che rimangono tali anche quando sembrano orientati da buone intenzioni, in chi non ci sta a rinunciare per sfiducia alla propria libertà e dignità, ma soprattutto in chi non si rassegna a farsi “rubare la speranza”, resistendo socialmente e culturalmente per rispetto di se stessi e dei tanti, troppi concittadini umiliati ingiustamente da tali nefandezze, ma anche per un amore radicale verso la nostra bellissima terra: Roccamonfina!”.

