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PRATELLA. Denuncia Carabiniere e la moglie per esercizio arbitrario a seguito di una chiusura di una stradina privata. Assolti il militare e la consorte. I PROTAGONISTI DI QUESTA VICENDA

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Il giudice ha dichiarato il “non luogo a procedere” perchè la querela è stata presentata in ritardo…
Il 16 marzo scorso il giudice del Tribunale penale di Santa Maria Capua Vetere, dott.ssa Carmela Sorgente, ha dichiarato di non doversi procedere nei confronti di Paternuosto Giuseppe, per tardività del deposito della querela. Questa è la conclusione a cui è giunto il Magistrato all’esito della camera di consiglio per il giudizio ove la denunciante Palombo Cristina di Pratella si è costituita parte civile con l’avv. Fabrizio Zarone per l’ipotesi di esercizio arbitrario delle proprie ragioni (art. 392 codice penale). La vicenda è nata per una stradina creata da estranei su un fondo sito in via Colle Pasquale a Pratella, sul quale la proprietaria ha apposto nell’agosto del 2009 una catena a protezione dall’accesso abusivo sul suo fondo. Per tutta risposta Palombo Cristina, ritenendo di essere danneggiata da questa chiusura, a suo dire illegittima, pensò bene di denunciare la proprietaria del fondo Cappelli Silvana, ed il marito di quest’ultima Paternuosto Giuseppe, peraltro appartenente alle Forze dell’Ordine, per far valere le sue ragioni, denunciando costoro di essersi fatti giustizia da soli senza ricorrere all’Autorità Giudiziaria. L’avvocato Massimo Amato, difensore della proprietaria del fondo, Cappelli Silvana, e del marito di quest’ultima, Paternuosto Giuseppe, ha inizialmente chiesto ed ottenuto dal giudice la nullità degli atti per un vizio di procedura relativamente alla posizione dell’imputata Cappelli. Proseguito pertanto il giudizio nei confronti del solo Paternuosto, dopo l’escussione dei testi, nonostante la richiesta di punizione da parte del Pubblico Ministero e del difensore della parte civile avv. Zarone, l’avv. Amato ha invocato con forza la tardività con cui la parte civile si è determinata a denunciare i fatti, ed ha dimostrato l’assoluta innocenza del proprio assistito. E’ così il giudice, sposando la tesi della difesa dell’imputato, ha pronunciato l’improcedibilità del giudizio per la tardività con cui è stata depositata la querela. Grande soddisfazione per l’imputato e per l’avv. Amato, il quale aveva manifestato, sin dall’inizio del processo, ottimismo nel poter dimostrare il vizio che aveva colpito la querela, inidonea, per la tardività con cui fu depositata, a sostenere il giudizio penale. Il Giudice si è riservato di redigere le motivazioni della sentenza in 90 giorni. Ha potuto quindi tirare un sospiro di sollievo perchè non solo si riteneva ingiustamente chiamato in un giudizio penale, ma oltretutto perchè la querela della denunciante appariva palesemente depositata tardivamente un anno dopo.

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Original article: PRATELLA. Denuncia Carabiniere e la moglie per esercizio arbitrario a seguito di una chiusura di una stradina privata. Assolti il militare e la consorte. I PROTAGONISTI DI QUESTA VICENDA.

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