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Liquidati 2.400.00 euro a diversi soggetti che vivono in situazioni precarie. L’auspicio adesso è che quei soldi non vadano a finire nelle “slot machine”.
“Non ti do il pesce ma la canna da pesca e ti insegno a usarla perché tu possa pescare da solo”. Nel corso degli anni questa è diventata la filosofia di molte realtà, profit e non profit, impegnate con progetti di responsabilità sociale e di cooperazione nei Paesi del Terzo Mondo per combattere la malnutrizione. Ma parliamoci chiaro, una volta tanto è necessario non guardare oltre il nostro naso, come invece è giusto che sia. Infatti anche qui nell’Alto Casertano, ci sono una miriade di famiglie davvero in difficoltà e spesso capita che non riescano a coniugare il pranzo con la cena. A Piedimonte Matese, unico Comune dell’Alto Casertano ad attuare “ufficialmente” questa scelta, la Giunta Comunale da quando si è insediata nel 2007, ha da sempre rinunciato alle indennità di carica, assommando in bilancio la ragguardevole cifra di 100mila euro anni. Per questo il sindaco della città, Vincenzo Cappello, in rappresentanza dell’intera maggioranza consiliare è stato chiamato in diverse manifestazioni di caratura nazionale, non ultima a Milano dal sindaco della Capitale meneghina Giuliano Pisapia, per essere premiato come “Sindaco Campione”. Infatti capita di leggere all’albo pretorio del Municipio matesino, frequenti interventi in favore di residenti disagiati, attinti proprio dal fondo delle indennità di carica. Ma (è c’è un ma), alcuni su questa situazione ci “marciano” come si suol dire in gergo. Quasi ogni mattina diverse persone, chiedono soldi al Comune strillando, agitandosi e in svariate circostanze distruggendo anche gli arredi della Casa Comunale. Ad un primo impatto (almeno i primi tempi), molti tendevano a solidarizzare con quelle persone che chiedevano aiuti economici seppure in maniera “troppo esuberante”. Ma poi, man mano che trascorrevano i giorni iniziavi a notare che qualcuno giocava “assiduamente” sulle macchinette mangiasoldi, qualcun altro era intento a trascorrere giornate intere davanti ai bar a “sgargarozzarsi” birra o vino in quantità e qualcun altro ancora veniva anche sorpreso dai Carabinieri a commettere reati. Per cui l’idea che questi soggetti erano davvero bisognosi di assistenza, svaniva subito. In pratica per alcuni di questi cosiddetti “bisognosi”, ottenere soldi dal Comune, soprattutto con metodi discutibili come abbiamo spiegato prima, è diventata un’arte! Il rovescio, triste della medaglia vede altre persone, davvero in difficoltà e che non hanno il coraggio di recarsi al Comune, per orgoglio e dignità e chiedere un sussidio o una forma di assistenza. Ma ciò, ovviamente, non è ascrivibile ad una responsabilità dell’Ente, perchè l’Ufficio preposto è – si aperto – ma valuta le istanze che pervengono quotidianamente ed alcune, solo alcune, sono sempre le stesse! Allora se davvero bisogna aiutare le persone in difficoltà, occorre fare uno screening serio e, magari, iniziare a capire i soldi a chi sono andati a finire, spesso e volentieri, magari esortando l’individuo stesso a prendere davvero in considerazione l’idea che debba iniziare a trovarsi un lavoro! Ma torniamo alla cronaca. L’Amministrazione Comunale, con due determine viste le richieste presentate da cittadini diversi con le quali rappresentano grosse difficoltà di sopravvivenza legate a mancanza di occupazione e quindi non possono far fronte a bisogni primari, e ritenuto di dover concedere un contributo straordinario a parziale ristoro, ha liquidato 2.400,00 euro in favore di alcuni “bisognosi” residenti nel capoluogo matesino. Finiranno anche questi soldi nelle slot machine?
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Original article: PIEDIMONTE MATESE. Prosegue il progetto per aiutare le persone bisognose da parte del Comune, con la rinuncia delle indennità..
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