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La dott.ssa Norma Naim ha comunicato al Comune di Alife la procedura per il rilascio dell’Autorizzazione Impatto Ambientale per la costruzione dell’impianto nella Zona Asi. Il sindaco di San Tammaro Cimmino si scaglia contro l’Alto Casertano: “Costruitevelo il Biodigestore e non portate più la vostra monnezza qui!” IL DOCUMENTO DELLA REGIONE CAMPANIA
Nel mentre il Comitato pro territorio di Alife attraverso i suoi componenti stanno studiando il da farsi per impedire l’insediamento del Biodigestore sul suolo comunale, la Regione Campania, con una lettera indirizzata alla ditta “General Construction” al sindaco del Comune di Alife, Giuseppe Avecone, alla Provincia di Caserta – Settore ambiente ed Ecologia, all’Arpac e all’Asl di Caserta, al Consorzio Asi e all’Ato2, l’avviso di inizio procedura per il rilascio dell’AIA, ovvero l’Autorizzazione Impatto Ambientale, propedeutica alla costruzione del Biodigestore presso la zona Asi di Alife. Si tratta di un “impianto di trattamento biologico della frazione organica da 75 kt/a, composto da una sezione di digestione aerobica e una sezione di digestione anaerobica per una potenza elettrica complessiva pari a 0,99 Mwp”. In pratica il “dado è tratto”. Ciò vuol dire che Comune o non Comune (che si è impegnato incaricando due avvocati su questa vicenda), Comitato o non Comitato, il Biodigestore si farà.
Intanto 26 Comuni dell’Alto Casertano dicono di no al Biodigestore. La rabbia del sindaco di San Tammaro Emiddio Cimmino: “I Comuni dell’Alto Casertano non devono più sversare nel mio Comune. Costruitevi il Biodigestore!” É un coro di “no” quello espresso dai 26 comuni della fascia matesina (21 della provincia di Caserta, 5 del Beneventano), la maggior parte dei quali facenti parte del Parco Regionale del Matese, nei confronti del progetto di realizzazione del biodigestore che la società General Construction Spa vuole costruire ad Alife, centro che rientra nell’area naturalistica protetta. Si tratta di un impianto che dovrebbe accogliere 75mila tonnellate di rifiuti organici da costruire in una Regione che continua a trasferire la parte umida dell’immondizia nel resto dell’Italia, con grande dispendio di risorse pubbliche. L’ultimo coro unanime di “no” è stato manifestato ieri sera, a Piedimonte Matese, dagli stessi enti locali riuniti nell’assemblea della Comunità Montana del Matese; all’incontro hanno preso parte anche i sindaci di Ciorlano e Pratella, comuni casertani che non fanno parte del Parco Regionale. Negli ultimi giorni ha poi aderito alla protesta anche il Comune di Pietravairano, dove da anni un comitato di cittadini si batte per evitare la realizzazione di un cementificio. Ogni amministrazione si è impegnata a emettere tramite il proprio consiglio comunale una delibera che cristallizzi il “no” formale all’impianto, a dispetto delle rassicurazioni della società. Una soluzione alternativa potrebbe essere l’impianto di compostaggio, da 30mila tonnellate, da anni in fase di realizzazione a San Tammaro, comune situato nell’area sud del Casertano, dove tra l’altro è ubicata la Reggia Borbonica di Carditello e dove sono state aperte, nel corso degli anni, almeno quattro grosse discariche. Ma il sindaco Emiddio Cimmino è categorico. “I Comuni dell’Alto-Casertano non pensino di portare qui i loro rifiuti organici – dice Cimmino – San Tammaro è stato già gravemente danneggiato sotto il profilo ambientale eppure io sono convinto, grazie anche al parere dei tecnici, che la biodigestione sia sicura per l’ambiente. Per questo non comprendo il ‘no’ dei sindaci matesini anche perché il nostro impianto non potrebbe smaltire tutti i rifiuti umidi prodotti dalla provincia, per cui un altro impianto è necessario. Con la creazione, inoltre, degli Ambiti Ottimali Territoriali (Ato) a livello di ogni provincia per la gestione comune del servizio di raccolta rifiuti e dei sottoambiti per aree omogenee, ogni territorio potrà provvedere a smaltire i propri rifiuti. Penso che questa sia la strada giusta”. Oltre al “no” delle comunità locali, il vero problema sono i ritardi nella realizzazione degli impianti. Per quello di San Tammaro è stato firmato nel dicembre scorso, presso l’assessorato regionale all’Ambiente, una convenzione che prevede che sia la Provincia di Caserta a completarne la realizzazione iniziata dalla Regione nel 2003. “L’impianto è già obsoleto – dice Cimmino – per cui i tecnici della provincia sta rielaborando un nuovo progetto”. Nel piano provinciale dei rifiuti sarebbe previsto un altro impianto di biodigestione sempre a San Tammaro, di fronte all’impianto Stir. “Dirò no in ogni sede a questo progetto – spiega Cimmino – non permetterò che vengano realizzati due impianti nel mio Comune”.
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Original article: ***ALIFE PARTE LA PROCEDURA PER IL BIODIGESTORE*** La Regione Campania ha avvisato gli Enti interessati per il rilascio dell’A.I.A.. E’ l’ultimo atto e poi sorgerà l’impianto..
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