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Il primo cittadino, per via della legge che impone le dimissioni dalla carica per candidarsi alle regionali, non vuole lasciare commissariato il Comune per il quale ha guidato le sorti per sette anni. Gode anche di un appoggio bipartizan…
Non sarà candidato alle prossime regionali, perchè la legge impone ai sindaci dei Comuni superiori ai 10mila abitanti di dimettersi un mese prima della presentazione delle liste. Parliamo del primo cittadino di Piedimonte Matese, Vincenzo Cappello, il cui mandato scade nel 2017, ovvero fra due anni, sufficienti però per permettergli la candidatura alla presidenza della Provincia di Caserta. E stavolta anche i “big” del Pd avranno poche possibilità di mettergli i bastoni tra le ruote, come loro abitudine quando non vogliono che si candidino personalità politiche che i voti sul territorio li hanno. Per candidarsi alle regionali, Vincenzo Cappello dovrebbe dimettersi entro il 17 aprile dalla carica di sindaco, lasciando di fatto il Comune di Piedimonte Matese commissariato fino al prossimo anno, prima data utile per le elezioni. Lo stabilisce la legge regionale che l’attuale Consiglio non ha voluto modificare (a ragion veduta), lasciando al palo sindaci, che di fatto così risultano “incandidabili” (Antropoli – Capua; De Angelis – Marcianise; Schiappa – Mondragone; Sagliocco – Aversa, lo stesso Cappello a Piedimonte Matese, etc. etc. etc.) dando un forte aiuto ai consiglieri regionali uscenti eliminando per loro avversari che sono stati votati con la preferenza e quindi, davvero detentori di consenso elettorale. Ma, per gli stessi motivi, sono però candidabili sindaci di Comuni con un vasto bacino di consiglieri comunali (i nuovi elettori). Infatti anche il sindaco di Marcianise Antonio De Angelis, appoggiato per ironia della sorte da un altro matesino, il deputato Carlo Sarro, già sindaco di Piedimonte Matese e coordinatore di Forza Italia. Poi ancora il sindaco di Mondragone Giovanni Schiappa, che può far leva anche su un accordo con Fratelli d’Italia che, però, si scontra con il suo compagno di partito del Nuovo centrodestra Giuseppe Sagliocco, che, pure, vede di buon occhio questa candidatura. In casa centrosinistra, oltre a Vincenzo Cappello, sta prendendo forma anche l’idea di candidare il sindaco di Casal di Principe Renato Natale. Scomparsa la modalità dei collegi, con il decreto Delrio, saranno direttamente i consiglieri comunali ad eleggere il presidente della Provincia. Si tratterà di un’elezione vera e propria con modalità nuove. Il presidente, che resterà in carica quattro anni, ed è eletto dai sindaci e dai consiglieri dei comuni della provincia. Sono eleggibili a presidente i sindaci della provincia, il cui mandato scada non prima di diciotto mesi dalla data di svolgimento delle elezioni. Per questa ragione, sono fuori dalla corsa alla presidenza tre big della politica nostrana come il sindaco di Caserta Pio Del Gaudio, quello di Santa Maria Capua Vetere Biagio Di Muro, e quello di Capua Carmine Antropoli, eletti tutti e tre nel 2011, e, quindi, nel momento del voto per la provincia, con soli dodici mesi davanti prima della scadenza del mandato. L’elezione avviene sulla base di presentazione di candidature, sottoscritte da almeno il 15 per cento degli aventi diritto al voto. Le candidature sono presentate presso l’ufficio elettorale appositamente costituito presso la sede della provincia dalle ore otto del ventunesimo giorno alle ore dodici del ventesimo giorno antecedente la votazione. Il presidente della provincia può nominare un vicepresidente, scelto tra i consiglieri provinciali, stabilendo le eventuali funzioni a lui delegate e dandone immediata comunicazione al consiglio. Il vicepresidente esercita le funzioni del presidente in ogni caso in cui questi ne sia impedito. Il presidente può altresì assegnare deleghe a consiglieri provinciali, nel rispetto del principio di collegialità, secondo le modalità e nei limiti stabiliti dallo statuto. Il consiglio provinciale sarà composto da sedici elementi e durerà in carica due anni. L’elezione avviene sulla base di liste, composte da un numero di candidati non superiore al numero dei consiglieri da eleggere e non inferiore alla metà degli stessi, sottoscritte da almeno il 5 per cento degli aventi diritto al voto. Nelle liste nessuno dei due sessi può essere rappresentato in misura superiore al 60% del numero dei candidati, con arrotondamento all’unità superiore qualora il numero dei candidati del sesso meno rappresentato contenga una cifra decimale inferiore a 50 centesimi. In caso contrario, l’ufficio elettorale riduce la lista, cancellando i nomi dei candidati appartenenti al sesso più rappresentato, procedendo dall’ultimo della lista, in modo da assicurare il rispetto della disposizione di cui al primo periodo.
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Original article: PIEDIMONTE MATESE. Non sarà candidato alla Regione, ma potrebbe candidarsi presidente della provincia. Il sindaco Vincenzo Cappello pronto a scendere in campo..
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