PONTELATONE. Lavori di pavimentazione strade e piazze del Centro. I residenti vivono dei disagi ed iniziano i primi “mal di pancia”

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Il continuo lamento di un paese che non si spinge mai oltre le parole. Ma prima di arrivare a questo punto avremmo potuto scegliere e quasi mai lo abbiamo fatto. Molti lanciano il sasso e poi nascondono la mano… 
*servizio di Domenico Iodice
In paese si è aperto un cantiere imponente ed importante, fatto che non accadeva da molti anni. Forse nei prossimi mesi si raggiungerà il picco dei cantieri aperti, con la cantierizzazione simultanea (forse) di una serie di lavori di rifacimento che dovrebbero, finalmente, restituire al paese (per paese si intende anche frazioni) un volto dignitoso, chiudendo forse definitivamente la questione lavori pubblici. Insomma, tanta carne al fuoco, in vista delle elezioni comunali che avranno luogo a Maggio 2016. Pensandoci bene, forse anche per le vicine elezioni regionali. Un capitolo aperto da tempo e che questa amministrazione ha avuto l’onere di portare a compimento nel più breve tempo possibile per evitare di perdere fondi senza i quali nulla potrebbe essere fatto: il prezzo della rinuncia sarebbe conservare un paese sfregiato dalle tante incompiute. Ma era davvero quest’opera la priorità di Pontelatone? In paese gira voce che quest’opera sia stata preferita ad un museo archeologico, un’altra dice che volendo si poteva raggiungere ambedue i risultati. Ove albergherà la verità? E’ innegabile che sulla questione l’attuale squadra di governo di Pontelatone non abbia dato certo prova di abilità né di prontezza, giungendo all’ultimo momento utile per cercare di chiudere i giochi portando a casa il risultato, prevedendo tempi di ultimazione dei lavori che dimostrano che, per riqualificare il centro cittadino, non sarebbero serviti gli anni che sono stati inutilmente spesi ma, piuttosto, volontà e sistematicità nel lavoro. Ma, dall’altro lato, è altrettanto vero che ci troviamo al cospetto di un’eredità pesante rispetto alla quale troppo poco in tanti anni di immobilità è stato detto. Soprattutto, nulla di sistematico è stato fatto per far sentire, a chi ci ha governati, la pressione di una cittadinanza che, a pieno titolo, rivendicava quanto che le spetterebbe di diritto: una gestione competente. Ognuno ha fatto per sé, ognuno lamentandosi del proprio male. È il caso del cantiere che aperto, con disagi indiscutibilmente amplificati frutto, però, di scelte inevitabili nelle condizioni date, ma è anche il caso della tassazione comunale aumentata fortemente negli ultimi anni per appianare la deficitaria condizione dell’Ente Comune. 

Silenzio – Un silenzio interrotto solo dalla consueta e fatalista lamentazione che si eleva di volume nel momento in cui l’impatto con il problema diventa inevitabile e quindi non resta che pagare, in termini materiali e non, i costi di un cattivo governo locale. Reazioni sterili che non trovano mai un seguito pratico in termini di scelte di rottura, di discontinuità che potrebbero passare, ad esempio, attraverso le urne, in un voto che resta contenuto nell’alveo di una miope affiliazione di interessi. Una lamentazione che non trova mai seguito in una maggiore attenzione alle questioni che sono interesse di tutti e che finiscono puntualmente per caderci addosso come pesanti macigni. L’alternativa a questa attitudine si chiamerebbe coscienza civica che genera partecipazione: l’innesco, cioè, di meccanismi di pressione dal basso che fanno da deterrente a una gestione irresponsabile della cosa pubblica, il bene di tutti. Nulla di tutto questo appartiene alla nostra cultura della comunità: nulla che vada al di là dell’attendismo. Il cantiere apre e allora? Cosa si dovrebbe fare: rinunciare per evitare i tanto contestati disagi alla mobilità? Tra qualche mese o chissà dovrà essere tutto finito. Il cartello affisso dagli addetti, come data fine lavori, recita: 02-06-2015. Saranno rispettate le tempistiche? Si preferisce, forse, lasciare Pontelatone languire per sempre nel suo stato di non luogo? Prima di arrivare a questo punto avremmo potuto scegliere. Scegliere di essere più critici e di prestare maggiore attenzione a quanto ci accadeva sotto il naso e che non era solo affare dell’amministrazione comunale o di chi per essa ma era e resta affare di tutti noi latonesi. I disagi ci saranno ma non possiamo lavarcene le mani. Quando smetteremo di nasconderci dietro un dito allora sì che il volto di Pontelatone sarà realmente trasformato.
*blogger responsabile del portale pontelatone.net

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