Teano. Ennesimo furto in profumeria: il titolare medita la chiusura
Imprenditore di Teano “perseguitato” dai malviventi:
ogni volta che riesce a riallestire le vetrine, ripianare i debiti e risalire la china, puntualmente i ladri ripuliscono il magazzino:“Se va avanti così, sarò costretto a chiudere i battenti!” ha dichiarato sconcertato.
L’ultimo furto risale all’altra notte, appena dopo le 2, mentre sulla città imperversava un forte temprale.
Approfittando del fragore dei tuoni che coprivano tutti i rumori, i ladri gli hanno rifatto visita.
L’azione è stata, commercialmente parlando, una batosta.
Nel bottino sono finiti prodotti di marca per la cura della persona e soprattutto profumi, per un valore approssimativo di quasi 9.000 euro.
La gang, come avrebbero spiegato gli stessi carabinieri intervenuti, per avere la meglio sulla saracinesca dell’ingresso principale prospiciente Porta Roma, ha usato un passe-partout cioè una chiave universale e non un grimaldello, perchè la porta non presenta vistose forzature.
La volta scorsa andò peggio: i danni ammontarono a quasi 15mila euro.
Infatti, a parte i prodotti rubati, che il commerciante dovette riacquistare, si resero necessarie costose opere murarie poiché i ladri penetrarono nel negozio attraverso un grosso buco effettuato nella parete.
Praticarono un foro nel pavimento del soprastante appartamento e poi si calarono giù con una scala.
Un agire reiterato, tale da sfiancare anche il più motivato e coraggioso dei commercianti.
Per fortuna Giovanni Turco non si arrende facilmente.
Cinquantenne di Teano, da oltre vent’anni in attività nel settore della profumeria di sole grandi firme, non demorde e vuole andare avanti.
Anche perché alle spalle ha una tradizione paterna di servizio alla città.
Suo padre, infatti, con il suo forno per la panificazione, trent’anni fa, serviva tutto il borgo sidicino.
Poi le cose cambiarono, la panificazione diventò industriale e i figli, tra cui Giovanni, il commerciante di profumi, decisero di riconvertire l’attività in profumeria.
Una professione autonoma alla quale tengono molto.
Ma quando è troppo è troppo.
E così, in un momento di sconforto, proprio Giovanni ha ammesso: “Tenterò di riprendermi, perché questo è il mio mestiere e non vorrei abbandonare, ma in tre anni ho subìto danni per oltre 20 mila euro. È davvero troppo, non vi pare?”.
Ora si affiderà alla tecnologia: imbottirà il negozio di videocamere e allarmi, sperando che i malviventi non gli facciano vista di nuovo; anche perché, stavolta, sarebbe l’ultima.
(Linda Zanni – News elaborata – Archiviata in @TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

