Alife. Vertici provinciali PD al ‘capezzale’ dei Consorzio Idrico agonizzante?
Sono tante le tematiche che il Partito Democratico in provincia di Caserta deve affrontare, per cui si va avanti con ordine, ovvero l’ordine di gradimento.
E ieri sera piuttosto che discutere del Consorzio idrico “Terra di lavoro”, e dei bonus per dirigenti e dipendenti in un carrozzone che ha debiti per cento milioni di euro ed è amministrato sulla carta ancora da Pasquale Di Biasio di fede Pd, ad Alife, Raffaele Vitale, Camilla Sgambate Stefano Graziano si sono occupati del Consorzio di Bonifica Sannio Alifano.
Il dibattito era incentrato sul taglio degli stipendi e ore lavorative paventato da alcuni deputati e lavoratori. La Sgambato ha posto il quesito del “perchè da un lato si taglia e da un altro lato si assume?” Gli ha fatto eco il segretario provinciale Raffaele Vitale che ha spiegato che occorre tutelare il livello occupazionale. ma lo stesso Vitale, come del resto la Sgambato, glissano quando si tratta di discutere sul Consorzio Idrico Terra di Lavoro che, oltretutto ha un consiglio di amministrazione scaduto da tre anni e garantiva il pagamento fino a due anni fa del famoso bonus da 300mila euro per i dipendenti. Già l’anno scorso infatti i tecnici hanno dato parere negativo al bonus. Quest’anno il rifiuto- bis. Una cifra considerevole per il quadro lavoratori. I 300mila euro erano così ripartiti: 150mila euro venivano divisi tra i 6 dirigenti della struttura, mentre altri 150mila euro erano assegnati ai 44 dipendenti, che così in pratica avevano uno stipendio in più all’anno. Debiti e governance in proroga: questo è il contesto in cui si è mosso l’Idrico targato Pd, dove nessun obiettivo è stato raggiunto secondo il parere degli esperti, che lo scrivono a chiare lettere in una relazione durissima verso vertici e dirigenti: “I componenti del servizio controllo e gestione, in considerazione delle attività del management svolte e per le ripetute inottemperanze di cui loro malgrado hanno dovuto prendere atto, stigmatizzano tale comportamento, esortando gli stessi a un deciso cambio di metodo… Pertanto, per quanto di competenza, alcun beneficio può essere concesso”. Ravvisate anche violazioni all’articolo 14 comma 4 lettera A del decreto legislativo 150/2009 che riguarda l’ottimizzazione della produttività del lavoro pubblico e l’efficienza e trasparenza delle pubbliche amministrazioni. Lo stop ai bonus porta con sé anche altre conseguenze.Sempre in base al decreto legislativo 150/2009, con il “no” ai premi si blocca anche la possibilità di fare assunzioni in qualunque forma. Si allontana dunque ancora di più il rinnovo dei contratti ai sette componenti dello staff del presidente del cda in proroga, l’ex sindaco di Carinola Pasquale Di Biasio del Pd. Sette staffisti, molti con esperienze politiche o comunque vicini ai partiti, con uno stipendio da 1500 euro al mese. E non si vede all’orizzonte la convocazione dell’assemblea dei soci per il rinnovo dei vertici. Un atto che spetta al presidente dell’assemblea Giovanni L’Arco di Sparanise (vicepresidente è il sindaco di Macerata, Munno sempre del Pd), ma che è bloccato soprattutto dallo scontro interno a Forza Italia, tra la componente legata al commissario Carlo Sarro (che ha annunciato più volte di volere l’assemblea) e quella vicina al presidente della Provincia, Zinzi. Una politica quindi, a due forni quella del partito caro a Graziano e Vitale. Da un lato si attacca e dall’altro si attende…
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