Teano. S.Caterina: ladri sacrileghi rubano le maniglie all’ingresso del convento

Furto quasi sacrilego all’antico monastero di Santa Caterina
fondato nell’anno 1554 dalla principessa Clarice Orsini:
ignoti infatti hanno rubati i pomelli di ottone e ferro battuto dai portoni d’ingresso attigui alla foresteria.
Ad accorgersi della scomparsa delle impugnature preziose (perché irriproducibili), storiche e quindi di un valore difficilmente calcolabile, è stato uno dei tanti fedeli che spesso si recano nella bella e ben tenuta omonima Chiesa.
Subito dopo la messa, l’altro giorno, i stessi fedeli hanno letteralmente invaso la zona del Largo Giardino per verificare i danni e riflettere sulle possibili contromisure.
Solo successivamente, con estrema discrezione, una delle monache, appositamente delegata, ha preso atto dell’accaduto.
Danni riscontrati anche al pomello dell’ingresso minore della foresteria, ma in questo caso la pressione della leva utilizzata è stata eccessiva e l’impugnatura ottonata si è spaccata.
Diversa la sorte degli altri pomelli, portati via probabilmente integri.
Dai segni lasciati sui pesanti infissi di legno smaltati color marrone, appare chiaro che i ladri hanno agito con una grossa leva, probabilmente una chiave inglese di grosse dimensioni.
Ad un certo punto, il perno centrale si è spezzato, liberando il pomello tra le mani dei malviventi.
Il monastero ha molti altri varchi e quindi infissi sui quali però, per fortuna, i balordi non hanno allungato le mani.
Regnava lo sconforto, nei giorni scorsi, tra le brave e purtroppo poche monache (cinque in tutto, dopo la scomparsa della madre superiora, Suor Maria Enrica dell’Eucaristia) che ancora tengono vivo il luogo sacro, con la loro preziosa opera di preghiera quali Benedettine Adoratrici Perpetue del Santissimo Sacramento.
L’amarezza non è legata tanto al valore degli oggetti asportati, ma al timore di essere finite di nuovo nel mirino di qualche gang di ladri d’arte.
Infatti, purtroppo, non è prima volta che il monastero viene fatto segno dai ladri.
Il precedente più eclatante si riferisce alla sparizione di un considerevole numero di tele, quadri di pregio, oltre che antichi, raffiguranti immagini sacre.
Dopo questo episodio furtivo, che per il monastero, ma anche per tutta la comunità teanese, fu un vero e proprio dramma, il sito fu dotato di una serie di video camere di sorveglianza.
Dispositivi tuttora in funzione e dai quali, con un po’ di fortuna e soprattutto impegno, le forze dell’ordine potrebbero trarre le immagini utili a incastrare il balordo o i malviventi.
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