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Sessa Aurunca. Maltrattavano le compagne: ‘legge dei Femminicidio’ due volte applicata dal Capitano Ciervo

Misure cautelari coercitive non detentive: il Capitano Antonio Ciervo

della Compagnia Carabinieri di Sessa Aurunca, ha applicato la legge del Femminicidio nei confronti di due soggetti, colpevoli nei riguardi di alcune donne.
Le vicende che hanno portato all’intervento dei Carabinieri della Stazione di Cellole, riguardano la coppia di coniugi G.C e A.C entrambi di anni 51, residenti nel comune costiero, ed altresì quella della cittadina F.S di anni 38 di nazionalità indiana, nonché del cittadino M.G.G di anni 45 originario della Bulgaria, residenti in Via Santa Lucia, nell’immobile di proprietà della Curia Vescovile di Cellole.
Con un divieto di avvicinamento ai luoghi frequentati dalla consorte, i Carabinieri hanno applicato la legge del Femminicidio nei confronti di G.C, accusato dalla moglie A.C, di maltrattamenti e minacce anche di morte nei suoi confronti.
Non appena la donna, si rese conto, nel maggio del 2013, che i continui attacchi violenti del marito non terminavano anzi aumentavano a vista d’occhio, si recò immediatamente dai Carabinieri per denunciare i fatti, dopodiché diede inizio all’iter della separazione nel cui contesto il denunciato, invece di mettersi tranquillo ed accettare la decisione, imperterrito continuò con la sequenza di minacce e maltrattamenti.
Al termine dell’indagine portata avanti dai Carabinieri di Cellole, con accertamenti di vario genere, pedinamenti e acquisizione delle denunce, l’altro giorno i militari, attenendosi all’art 282 – ter /del Codice di procedura penale, hanno applicato nei confronti di G.C la misura cautelare coercitiva che vieta all’uomo di avvicinarsi ai luoghi frequentati dalla moglie.
In caso di inadempienza del divieto, l’uomo potrebbe incorrere in una misura più restrittiva come il carcere.
Contestualmente i Carabinieri del Capitano Antonio Ciervo, sono intervenuti nella questione dell’indiana F.S, madre di un bambino.
La donna, dopo aver accettato di ospitare nella sua parte di alloggio di proprietà della Curia Vescovile di Cellole il bulgaro M.G.G, si è ritrovata dopo poco tempo a dover consegnare somme di denaro al denunciato, che le pretendeva arrivando anche a minacciarla quotidianamente.
Consapevole, di essere finita nelle grinfie di un malvivente ed estorsore, F.S, resasi anche conto che l’incolumità sua e del figlio erano messe in pericolo dall’azione delinquenziale del bulgaro, si è rivolta ai Carabinieri di Cellole che nel periodo di Luglio fino ad Ottobre 2014, hanno portato avanti l’indagine poi conclusasi con l’applicazione della misura cautelare coercitiva non detentiva nei confronti del bulgaro, al quale è stato fatto divieto di dimora nel Comune di Cellole, in modo tale da tutelare colei che l’ha denunciato.
L’uomo dovrà rispondere ai magistrati anche del reato di estorsione e non solo di minacce.
“Auspichiamo che l’applicazione delle misure coercitive, inerenti la legge denominata del femminicidio – ha riferito il Capitano Antonio Ciervo Compagnia di Sessa Aurunca – siano un valido deterrente per tutti coloro che continuano ad usare violenza nei confronti delle donne .
Da parte nostra, siamo sempre pronti ad ascoltare chiunque abbia da raccontare la sua storia fatta di minacce e violenze, il nostro compito sarà quello consentire a tutti di avere giustizia e di essere tutelati”.

(Anna Izzo – News archiviata in @TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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