Roccamonfina. ‘Calata di S. Antonio’ ‘stravolta’ dal vescovo, ma i fedeli non ci stanno

Le nuove indicazioni pastorali per la religiosità popolare, dettate dal Vescovodella Diocesi Teano Calvi, monsignor Arturo Aiello, potrebbero cambiare lo svolgimento dei festeggiamenti della tradizionalissima “Calata di Sant’Antonio” previsti per l’ultimo martedì di maggio.

In fermento l’intera popolazione del Comune di Roccamonfina, che non può accettare le nuove regole visto che in un sol colpo l’antica tradizione sarebbe stravolta.

La processione, non potrà fermarsi nel momento degli spari dei fuochi artificiali, non si potrà effettuare la consueta asta, tanto meno la statua potrà essere portata in spalla dal migliore offerente.

Contestualmente, non sarà lecito attaccare denaro alla sacra statua e raccogliere offerte, insomma un totale cambiamento a cui i roccani non intendono sottostare, per questo motivo hanno interpellato il Vescovo Aiello, affinché permetta all’intera comunità e alle migliaia di fedeli provenienti da ogni parte del mondo di continuare ad onorare il Santo Patrono Sant’Antonio come vuole la tradizione.

La Calata (ultimo martedì di maggio) e la Salita (ultima domenica di agosto) del Santo Patrono di Roccamonfina, dalla notte dei tempi sono state sempre seguite da una moltitudine di fedeli anche provenienti da oltre oceano, questo dato di fatto ha conferito ai festeggiamenti di assumere un importanza fondamentale non solo di carattere religioso ma altresì culturale e di identificazione dei luoghi.

Le nuove regole, emanate per debellare le usanze in voga in territori dove i “ padrini” dettano legge (“inchini” ed altro) anche nello svolgimento dei sacri riti religiosi, non possono essere accomunate alla cittadina montana in quanto non si è mai verificato un comportamento non lineare ai dettami della religione, da parte degli organizzatori o comitati della festa.

In questo momento critico, dove altre religioni stanno prendendo piede nella nostra bella Italia, i responsabili della Diocesi Teano- Calvi, sono chiamati a tutelare le tradizioni che da millenni tengono intere popolazioni attaccate alle loro devozioni, nella fattispecie per i Santi Patroni: Sant’Antonio, San Rocco e la celestiale Madre Maria Ss dei Lattani, il cui Santuario ospita per nove mesi la statua di Sant’Antonio.

Non intendiamo -hanno riferito alcuni fedeli- accettare lo stravolgimento della nostra tradizione.

Nel giorno della Calata, noi tutti vogliamo osservare il rito religioso e quello civile cosi come voluto dai nostri antenati.

In preghiera parteciperemo alla processione, la quale si è sempre fermata dinanzi alla chiesa di San Michele Arcangelo della frazione Gallo per la consueta asta e nei pressi di altri siti per lo svolgimento delle gare dei fuochi pirotecnici.

Le fermate del corteo religioso, a cui prendono parte tante Confraternite, servono anche alle migliaia di fedeli per riposarsi visto il lungo tragitto che va dal Convento dei Lattani alla Chiesa Collegiata di Santa Maria Maggiore, dove il Santo Patrono soggiornerà per tre mesi, in attesa della Salita.

Per il consueto saluto dell’Angelo, che consiste nell’apertura di una campana di carta velina, adorna di fiori, da dove scende l’angioletto, la processione è obbligata a fermarsi per permettere l’esecuzione del rito a cura di una famiglia del posto, che dal 1900 dopo il rinvenimento dell’angelo in una cassa, volle onorare l’arrivo di Sant’Antonio nei pressi della piazza del paese.

Come si fa a voler pretendere da noi un cambiamento cosi radicale?

Nnon possiamo e non vogliamo buttarci alle spalle tutto quello che in questi anni ha fatto dei festeggiamenti una vera e propria tradizione religiosa e culturale, non siamo ancora pronti a dire addio a quello in cui abbiamo sempre creduto.

In questi giorni di attesa, stiamo pregando affinché le alte cariche istituzionali, civili, religiose ed anche militari si facciano carico di questa problematica che, se non risolta in tempi brevi, rischia di cambiare non solo una tradizione, ma maggiormente il senso di religiosità che alberga nei cuori di noi roccani”.

(Anna Izzo – Comunicato Stampa – Elaborato – Archiviato in #TeleradioNews © Diritti riservati all’autore)

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