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Caiazzo. Dalla 'Fiera non Fiera' ai 'Fiumi di Menzogne', soldi sprecati e... tira a campa'!

Confusa la “Fiera della Maddalena” (che già non fu fiera ma una sorta di notte bianca) coi mercatini ...

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Da Caiazzo a Telese Terme giovedì si presenta il libro di Nicola Sorbo sull'eccidio di Monte Carmignano

Presso la biblioteca comunale di Telese Terme, giovedì 20 dicembre, alle ore 17, la casa editrice Edizioni 2000diciassette presenterà ...

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Caiazzo. Natale: tempo di guerra politica per la minoranza che 'spara a zero' sul sindaco e sui mercatini

Commercianti del centro storico "sedotti e abbandonati" dal sindaco Stefano Giaquinto. Possono sintetizzarsi così le considerazioni del gruppo consiliare ...

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Da Caiazzo agli emirati arabi le pizze di Pepe in Grani grazie alla lungimiranza del 're' Franco Pepe

Espleta letteralmente le funzioni di ambasciatore di Caiazzo nel mondo, a lui conferite dall'amministrazione comunale guidata dall'ex sindaco ...

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Caiazzo. Natale: 'albero (unico) non albero' e 'parcheggi non parcheggi: perplessi gli 'attivisti a 5 Stelle'

"Ma che ci azzecca il Volturno"? avrebbe forse esordito il grande Totò o lo stesso onorevole Di Pietro! Non bastavano ...

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Caiazzo. Aria di Natale nel secondo week end 'd'avvento' con 'Fiumi d'Arte' nel centro storico

Sebbene in ritardo rispetto ad altri centri, anche limitrofi e non "buonviverini", ove il clima natalizio si registra ...

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Caiazzo. Guerra fra supermercati e Comune: tutto tace ma il fuoco cova sotto la proverbiale cenere

Egregio direttore è da qualche mese che la “vicenda Decò” non è più trattata sulle cronache locali. In questo "ponte ...

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Caiazzo. 'Una Lirica per l'Anima': nuove sezioni per il concorso poetico nazionale presentato dalla Pro Loco

Le associazioni Pro Loco Caiazzo “Nino Marcuccio” e “Termopili d’Italia”, con il patrocinio del Comune di Caiazzo e ...

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Da Caiazzo in Slovenia il fantasiologo Carrese per illustrare la sua 'mission' a Radio Capodistria

Intervista allo studioso casertano Massimo Gerardo Carrese, esperto di Storie e caratteristiche della fantasia e dell’immaginazione. Alla trasmissione ...

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Caiazzo-Casapesenna. Sfortunati ma apprezzati protagonisti di 'The Wall' su Canale 5, martedì, i gestori della tenuta 'Pegaso'

Battuti dalla sorte ma vincitori per simpatia, Luigi e Nicola Piccolo, rispettivamente padre e figlio, titolari del noto locale ...

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Caiazzo. Dalla ‘Fiera non Fiera’ ai ‘Fiumi di Menzogne’, soldi sprecati e… tira a campa’!

Confusa la “Fiera della Maddalena” (che già non fu fiera ma una sorta di notte bianca) coi mercatini natalizi… e fiumi d’arte: da cercare forse a “Chi l’ha visto”?

L’acidificazione degli oceani

NAPOLI – La prestigiosa rivista scientifica Nature Communications ha pubblicato uno studio sull’acidificazione degli oceani condotto ad Ischia da ricercatrici della Stazione Zoologica Anton Dohrn.

Il problema dell’acidificazione degli oceani è considerato l’altra faccia del cambiamento globale ambientale negli habitat marini in conseguenza dell’aumento della immissione di anidride carbonica (CO2) in atmosfera che, nel  2017, ha superato il valore critico di 400 ppm. Le emissioni di anidride carbonica (CO2) di origine vulcanica presenti in alcune aree sommerse costiere del Golfo di Napoli, e in particolare nell’isola di Ischia, la più grande delle isole Flegree a nord del Golfo di Napoli, rappresentano un “modello” e un vero e proprio laboratorio naturale per lo studio degli effetti dell’acidificazione sui sistemi marini del Mediterraneo e degli Oceani. In questi siti, naturalmente acidificati per l’eccesso di CO2 che fuoriesce dal fondale marino, vengono simulati i livelli e scenari futuri di acidificazione marina, offrendo così una finestra sul futuro climatico dei nostri mari.

Questi studi sono condotti in primis dalle ricercatrici Nuria Teixido e Maria Cristina Gambi del Centro Villa Dohrn di Ischia della SZN, impegnate in prima linea nell’approfondire gli effetti delle alterazioni collegate al cambiamento ambientale globale attraverso lo studio delle condizioni di acidificazione delle acque marine e delle conseguenze che essa comporta sulla biodiversità marina.

La ricerca sull’acidificazione degli oceani è stata condotta nell’ambito dei programmi internazionali finanziati dalla National Geographic Society e dalla TOTAL Foundation, in collaborazione con partner provenienti dalla Spagna, come il dottor Enric Ballesteros, esperto mondiale di ecologia delle alghe, dalla Francia, grazie ai dottori Valeriano Parravicini e Sebastien Villéger, esperti di analisi statistica dei tratti funzionali degli organismi marini, e dagli Stati Uniti, con il contributo delle professoresse Fiorenza Micheli e Kristy Kroeker, ecologhe marine esperte di acidificazione oceanica.

Lo studio ha interessato le comunità bentoniche del substrato roccioso del Golfo di Napoli, vale a dire la categoria ecologica che comprende gli organismi che vivono in stretto contatto con il fondo marino o fissati ad un substrato solido.

Oltre alla biodiversità, in termini di numero e tipo di specie, è stata valutata la variazione della diversità funzionale, cioè la gamma di tratti biologici delle specie. Quindi, sono state calcolate diverse variabili quali taglia, longevità, tipo di alimentazione, difese chimiche, strutture calcaree, osservate lungo un gradiente di progressiva diminuzione del pH (l’indicatore chimico di acidità) e il conseguente aumento di acidificazione delle acque marine. A tal fine è stato utilizzato il sistema di emissione di CO2 nelle profondità intorno il massiccio roccioso dove sorge il Castello Aragonese di Ischia, ad oggi fenomeno naturale più studiato e meglio conosciuto al mondo.

I risultati riscontrati mostrano che la diversità funzionale, cioè la ricchezza di combinazioni uniche che caratterizzano le diverse specie, diminuisce con l’aumento dei valori di acidificazione, e che la perdita funzionale risulta più pronunciata della corrispondente diminuzione della diversità tassonomica, cioè del numero di specie che viene interessata da questo fattore di stress ambientale.

Anche se attualmente i livelli naturali di acidificazione marina negli oceani del nostro pianeta risultano ancora modesti, i valori di pH sono diminiti di circa 0,1-0,2 unità dall’inizio dell’era industriale ad oggi. Per la fine di questo secolo, i modelli di previsione futura di acidificazione oceanica simulano un abbassamento molto più repentino di 0,3-0,5 unità, fino a valori che potrebbero diventare critici e mettere in pericolo la sopravvivenza di molti organismi. Poter quindi prevedere come si adatteranno specie, comunità ed ecosistemi all’aumento di questo fattore, studiando sistemi naturali che simulano i livelli di acidificazione di un futuro non lontano, ha un valore determinante non solo per gli studiosi, ma anche per i gestori e i fruitori dell’ambiente marino in generale.

Hanno affermato congiuntamente Nuria Teixido e Maria Cristina Gambi: «Le nostre analisi suggeriscono che anche cambiamenti moderati nella composizione delle specie può avere impatti rilevanti sulla diversità funzionale e ridondanza, e quindi sul funzionamento dell’ecosistema.Questo studio ci aiuta a comprendere che, in condizioni di acidificazione marina, la ricchezza funzionale di una comunità non è tamponata dalla ridondanza delle sue funzioni, anche in comunità che risultano molto diversificate come quelle dei fondi rocciosi vegetati del Mediterraneo. Ciò significa che le comunità si impoveriscono sia come numero di specie sia come funzionamento della comunità stessa, con conseguente possibile collasso di tutto l’ecosistema. I risultati da noi illustrati, anche se limitati al sistema del Castello e ad un habitat specifico, hanno una valenza per altri sistemi ecologici marini di altre aree geografiche in quanto evidenziano i processi ecologici che potranno essere applicabili e generalizzabili su più ampia scala geografica».

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(Tonia Ferraro – http://www.lospeakerscorner.eu – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web © Diritti riservati all’autore)

Da Caiazzo a Telese Terme giovedì si presenta il libro di Nicola Sorbo sull’eccidio di Monte Carmignano

Presso la biblioteca comunale

Sci, Campionati Italiani Master assegnati al 3PUNTO3

NAPOLI – I Campionati  Italiani Master di sci alpino 2019 si svolgeranno in Abruzzo a Roccaraso, nel comprensorio sciistico dell’Alto Sangro. Le gare, organizzate dallo sci club 3PUNTO3, sono in programma nel mese di febbraio da venerdì 22 a domenica 24 ed accoglieranno oltre 300 atleti, uomini e donne dai 30 anni in su provenienti da tutta Italia. L’appuntamento sportivo è stato presentato a Napoli, al Circolo Italia, dal presidente del comitato organizzatore Antonio Barulli.

Tre le specialità in programma sulle nevi abruzzesi che vedranno per la prima volta uno sci club campano organizzare i campionati italiani:

  • il SuperG, che si svolgerà venerdì 22 febbraio su una delle piste più belle d’Europa, la Direttissima del Monte Pratello,
  • per lo Slalom Speciale si gareggerà sabato 23 febbraio sulla pista Canguro di Pizzalto,
  • domenica 24 febbraio si svolgerà invece lo Slalom Gigante per master categoria A e B mentre le C e D sulla Pallottieri dell’Aremogna.

Così Antonio Barulli, presidente dello sci club organizzatore:  «Stiamo mettendo a punto un programma per offrire  un servizio tecnico ottimale come è stato fatto nel 2017 in occasione della Coppa Italia che abbiamo co-organizzato con altri sodalizi del Comitato regionale Campano. Per i Campionati Italiani Master abbiamo messo in campo tutte le nostre risorse per garantire all’evento, ed alla località che ci ospita, il miglior risultato. Servizi tecnici in pista, di accoglienza e di logistica sono stati definiti per accogliere nel migliore dei modi gli atleti, mentre per celebrare nella maniera migliore i campionati italiani stiamo attivando una serie di iniziative atte a promuovere, attraverso le rispettive eccellenze, le nostre due regioni: Campania ed Abruzzo. Tra i primi ad aderire il gruppo Carpisa Yamamay».

Intanto lo sci club 3PUNTO3 ha previsto l’accoglienza degli atleti con convenzioni speciali per alberghi ed impianti. Roccaraso (www.hoteliris.eu e www.vettadabruzzo.it) e Rivisondoli (www.hotel-victoria.net e www.grandhoteleuropa.net) accoglieranno gli atleti a 60 euro a persona, mentre CasaMaster, una tensostruttura appositamente allestita a Pizzalto, accoglierà tutti i concorrenti e sarà punto di incontro e sede per le premiazioni, degustazioni, eventi e manifestazioni, ai Campionati Italiani Master di sci alpino.

Per maggiori informazioni: www.master2019.it

 

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Vairano Patenora. Addio Assunta: ultima vittima della strage perpetrata in libreria

Assunta, Antonella, Rosanna: tre donne uccise

Gli SplendOri di Herculaneum

All’Antiquarium del Parco Archeologico giovedì 20 dicembre e fino al 30 settembre 2019 si terrà la mostra SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano.

La mostra è stata presentata in anteprima stampa lunedì 17 dicembre  in presenza di Francesco Sirano, direttore del Parco Archeologico Vito D’Adamo, in rappresentanza del Sottosegretario Lucia Borgonzoni assente per un improvviso cambio di programma, e Ciro Bonajuto, sindaco del comune di Ercolano.

L’Antiquarium del Parco  per la prima volta verrà aperto alla fruizione del pubblico dopo i lavori di adeguamento per mostrare laa collezione di circa 100 monili e preziosi, unica per quantità e valore dei pezzi in mostra, proprio sul luogo stesso del ritrovamento. Si ratta di oggetti appartenuti agli antichi ercolanesi, alcuni ritrovati insieme con gli abitanti nel tentativo di porli in salvo dalla imminente catastrofe dell’eruzione, altri rinvenuti nelle dimore dell’antica città. Ogni materiale esposto è messaggero di una storia di antico artigianato e manifattura, di rango e di simbolo, di protezione e bellezza, oltre che dell’ulteriore valore acquisito per essere appartenuto ad un abitante e essere stato coinvolto nella tragedia della città distrutta dalla furia del Vesuvio.

SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano si propone di presentare al visitatore non semplicemente monili d’oro e oggetti preziosi, ma manufatti di uso personale e quotidiano che ci appaiono non comuni, per fattura e materiale, e provengono da contesti trasversali ai quali saranno riferiti. I luoghi di provenienza saranno illustrati sotto una luce particolare, quella della declinazione del lusso, concetto che assomma in sé molto più del mero valore intrinseco e venale, ma si carica di significati ideologici, politici, sociali, culturali, religiosi.

Ambientazioni ideali domestiche e botteghe, oggetti dall’Antica Spiaggia carichi di valori simbolici e (non solo) di tipo economico, significativamente portati con sé dai rifugiati che attesero invano salvezza dal mare, restituiscono uno spaccato di vita con un taglio ben preciso che predilige ed esalta quest’aspetto della società ercolanese in tutte le sue sfaccettature.

La ricchezza, il valore economico sociale e la bellezza saranno il filo conduttore del percorso espositivo dell’Antiquarium,  con particolare riferimento alla sicurezza dei reperti e alle condizioni ambientali, per la gran parte imposti dai tanti anni trascorsi dall’oramai lontana data di collaudo di questo edificio nel 1978.

Ha commentato il direttore Francesco Sirano: «Gioielli, monete, gemme, arredi e strumenti preziosi per i banchetti delle occasioni speciali sarebbero solo “cose” per quanto preziose se non fossero inserite in un racconto che ne evoca il profondo significato sociale e le inserisce nel loro contesto di ritrovamento, di utilizzo e di produzione, se non tornassero nelle mani e sui colli dei loro proprietari. I materiali provengono da edifici pubblici, dalle Domus e dalle botteghe dell’antica Herculaneum e restituiscono un’immagine vivida, complessa e felice di questa comunità. Un cospicuo gruppo di reperti fu trovato nel corso degli scavi sull’antica spiaggia, dove come noto si era rifugiato con i propri averi e nell’abbigliamento confacente al rango di ciascuno, un folto gruppo di abitanti della sventurata città in attesa della missione di salvataggio che almeno per loro non andò a buon fine.

Mi piace sottolineare i prestiti concessi dal MANN e dal Parco di Pompei, il corredo di gemme e strumenti da lavoro di una bottega di gioielliere e parte del tesoro in argento di Moregine, segno concreto della stretta collaborazione che ci vede uniti nei progetti culturali».  

La mostra implementa modalità di esposizione in linea con i tempi dove il visitatore viene condotto in maniera attiva e partecipata attraverso logiche di coinvolgimento e partecipazione, che via via lo renderanno protagonista sino all’ultima sala dove in uno spazio dedicato si potranno scattare foto, una sorta di selfie dal passato, indossando idealmente gioielli e condividere i reperti con il mondo, quai un ambasciatore del Parco.

La mostra SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano sarà inoltre animata con attività di laboratorio organizzate in collaborazione con il Tarì e con l’Istituto di Istruzione Superiore Francesco Degni di Torre del Greco, per rendere partecipi i visitatori dei processi di produzione e della tradizione artigianale plurisecolare che si è sedimentata in Campania.

«La mostra pilota pone le basi per la definitiva esposizione nel museo del sito di tutti i reperti che dal 1927 in poi Amedeo Maiuri volle che restassero qui e non confluissero più nelle collezioni del Museo Archeologico Nazionale di Napoli. Parte così un processo museograficoha aggiunto Siranoche non resterà confinato ai laboratori ma coinvolgerà il pubblico come parte attiva della costruzione di un museo che garantisca un’effettiva esperienza di conoscenza inclusiva e partecipata. Il processo nasce dalla volontà di colmare in tempi rapidi una terribile lacuna nell’esperienza di visita del sito e interrompere il silenzio che dura da oltre 40 anni: il pubblico deve potere ascoltare proprio nell’area archeologica il racconto proveniente dai numerosissimi oggetti d’uso comune: arredi, ornamenti personali e strumenti di lavoro, decorazioni, mobili in vario materiale, dell’incredibile mole di reperti organici proveniente direttamente dalle case, dalle strade, dalle mense degli antichi ercolanesi».

I flussi di accesso alla mostra SplendOri. Il lusso negli ornamenti ad Ercolano saranno gestiti in maniera da garantire il migliore godimento dell’esperienza.

In occasione del lancio e per favorire la più ampia partecipazione per la durata dell’orario invernale il biglietto di accesso comprensivo della vista al Parco e alla mostra resterà invariato al prezzo di 11 euro, con riduzioni e gratuità di legge.

Il Parco ha inoltre previsto particolari agevolazioni in orari e giornate dedicate solo alla Mostra: le prime si svolgeranno il 21, 22, 28, 29 dicembre quando si potrà accedere dalle 17 alle 20 con chiusura biglietteria alle 19 al prezzo del biglietto ridotto di 5,5 euro. Per questi eventi speciali i biglietti si potranno acquistare in prevendita fino ad esaurimento.  Per ragioni logistiche questi ingressi avverranno per gruppi e con numero massimo limitato.

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Roma. ‘Gagmen’: sketch fantastici di Lillo & Greg fino all’epifania al Teatro Olimpico

Da martedì 18 dicembre 2018 al 6 gennaio 2019 LSD Edizioni srl presenta

Figli di Portici famosi: l’archeologo Bernardo Quaranta

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito

Bernardo Quaranta è nato a Napoli il 24 febbraio 1796, da Giuseppe e da Maria Veronica Mirabelli Centurione di Amantea.

Primogenito della nobile famiglia dei baroni di San Severino Cilento, a soli quattordici anni, ha cominciato gli studi giuridici.

Diciottenne, laureatosi in giurisprudenza, è stato verificatore demaniale.

Dopo una breve brillante apparizione nei tribunali, ha deciso di dedicarsi completamente all’archeologia e all’ellenistica.

Nel 1816, ventenne, ha ottenuto la cattedra di archeologia e di letteratura greca nella Reale Università degli Studi di Napoli.

Ha mantenuto la docenza fino all’Unità d’Italia, allorquando ne è stato estromesso.

Divenuto socio e segretario perpetuo dell’Accademia Ercolanese, ha lavorato all’interpretazione dei papiri ercolanesi.

È stato direttore degli Annali Civili del Regno delle Due Sicilie e del Real Museo Borbonico di Napoli, nonché membro della giunta della Pubblica istruzione e della Reale Biblioteca Borbonica.

È stato, altresì, socio corrispondente delle principali accademie e delle istituzioni culturali d’Europa, quali: l’Académie des inscriptions et belles lettres de l’Institut de France; la Société Asiatique di Parigi; l’Imperial Regia Accademia di Scienze Lettere ed Arti di Padova; la Pontificia Romana Accademia d’Archeologia, l’Istituto di Corrispondenza Archeologica.

Nell’ottobre del 1849, onorato dell’amicizia del sommo pontefice Pio IX, in volontario esilio a Portici, dallo stesso è stato insignito della croce di cavaliere di 2a classe dell’Ordine Piano.

L’archeologo Bernardo Quaranta muore a Barra – Napoli, il 21 settembre 1867.

Principalmente autore di numerose pregiate pubblicazioni a carattere archeologico e di epigrafia greca e latina, quali quelle «… su mosaici e pitture di Pompei e sui papiri di Ercolano, scrisse anche importanti memorie pubblicate, in particolare, sul periodico del Reale Museo Borbonico, nelle quali registrò puntualmente i rinvenimenti nei siti archeologici più importanti di Terra di Lavoro e della Campania in genere». La sua ampia produzione ha contemplato anche lavori a letterario, poetico e perfino medico, le quali «… tuttavia mai raggiunsero esiti significativi, tanto che la critica, da Francesco De Sanctis a Benedetto Croce etichettò negativamente l’autore come «onnisciente».

Tra le sue opere, citiamo:

  • Sopra un bronzo antico che si conserva nel Real Museo Borbonico. Tipografia Società Folomatica, Napoli, 1919;
  • Illustrazione di un vaso italo-greco. Presso Manfredi, Napoli, 1820;
  • La conoscenza degli aneurismi rivendicata agli antichi. Stamperia Reale, Napoli, 1826;
  • La mitologia di Sileno. Stamperia Reale, Napoli, 1828;
  • De’ papiri ercolanesi. Napoli, 1835;
  • Di quattordici vasi d’argento dissotterrati in Pompei nel 1835. Tipografia Cioffi, Napoli, 1837;
  • Telefo allattato da una cerva. Quadro rinvenuto a Ercolano. Stamperia Reale, Napoli, 1843;
  • Le Mystagogue. Guide général du Musée Bourbon. Napoli, 1846;
  • Di una pittura Pompejana dove rappresentasi l’Agricultura che si fa guidare dalla luna. Stamperia Reale, Napoli, 1847;
  • Intorno ad un’osca iscrizione incisa nel cippo dissotterrato a Pompei nell’agosto del 1851. Stamperia Reale, Napoli, 1851;
  • Gli scheletri gerocefali in un antico sepolcro di Cuma nel dicembre del 1852. Stabilimento Tipografico Fabricatore, Napoli, 1853;
  • Orazione per la incolumità prodigiosa di sua maestà Ferdinando II re del Regno delle Due Sicilie dopo il sacrilego attentato del di VIII dicembre MDCCCLVI recitata nella regia università di Napoli alla presenza del signor commendatore Francesco Scorza direttore del Real Ministero degli affari ecclesiastici e del’istruzione pubblica dal commendatore Bernardo Quaranta. Napoli, 1857.

Alla parete dell’atrio della villa, dove ha abitato, al corso Giuseppe Garibaldi di Portici, viene murata una lapide.

Sul bianco marmo, si legge la seguente epigrafe:

QUESTA È L’EFFIGE / DI BERNARDO QUARANTA / NATO IN NAPOLI IL XXIV FEBBRAIO MDCCXCVI / PRIMOGENITO DEL BARONE DI SAN SEVERINO / E DI FUSARO GIUSEPPE / E DELLA MARCHESA MARIA MIRABELLI / CENTURIONE AMBEDUE DI CHIARA STIRPE / S’ILLUSTRO’ DALLA PRIMA GIOVINEZZA / PER ECCELLENZA DI MENTE E DI CUORE / E L’ANTICA NOBILTA’ DELLA PROSAPIA ATTESE CON LE VIRTU’ / PROPRIE A SUPERARE INGEGNO PRECOCE VERSATILE PROFONDO / A XIV ANNI FU ALUNNO DIPLOMATICO / A XX PROFESSORE DI ARCHEOLOGIA LETTERE GRECHE NELL’UNIVERSITA’ DI NAPOLI / SOCIO E SEGRETARIO PERPETUO DELLA R. ACCADEMIA ERCOLANESE / ARCHEOLOGO FILOLOGO POETA POLIGLOTTA ED EPIGRAFISTA CELEBRE / INTERPRETE E SOPRINTENDENTE DEI PAPIRI DI ERCOLANO / ASCRITTO A TUTTE LE ACCADEMIE DEL MONDO / INSIGNITO DEI PIU’ ILLUSTRI ORDINI CAVALLERESCHI DI EUROPA / ONORATO DELL’AMICIZIA DEL SOMMO PONTEFICE PIO IX / E DI NON POCHI SOVRANI / VISITATO DAL DOTTO RE LUDOVICO DI BAVIERA / CHE GLI PRESENTO’ LE SUE OPERE COME MAESTRO / MORI’ PIENO DI GLORIA A BARRA IL XXI SETTEMBRE MDCCCLXVII / E LA SUA SALMA RIPOSA IN NAPOLI NEL SITO SACRO AGLI ILLUSTRI / I MUNICIPI DI SALERNO CAVA DEI TIRRENI / S. GIOVANNI A TEDUCCIO BARRA E NAPOLI / GLI ELEVARONO MONUMENTI E DENOMINARONO DA LUI / VIE E PIAZZE PUBBLICHE

Nastrino dell’onorificenza attribuitagli

 Cavaliere dell’Ordine Piano

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Valle di Maddaloni. Mercatini natalizi e serata danzante domenica con la nota scuola ‘Loca Dance’

Nell’ambito del Mercatini di Natale, nella serata di domenica 16 dicembre,

Portici (NA). Un ‘califfo’ a Pietrarsa: Claudia Gerini ha interpretato magistralmente il compianto Franco Califano

Sabato 15 dicembre iMuseo Nazionale Ferroviario di Pietrarsa ha ospitato il concerto-spettacolo