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Figli di Portici famosi: Giuseppe Poli

di Stanislao Scognamiglio

Si sente spesso parlare di personaggi di Portici per nascita o d’elezione dei quali si sta perdendo la memoria … Ritengo perciò doveroso ravvivarne memoria fornendo un breve profilo biografico tratto dal mio inedito Diario; avvenimenti, cose, fenomeni, uomini, vicende.  Portici e Vesuvio dalle origini a oggi, con il conforto di Autori di ogni tempo.

Giuseppe Saverio Poli è nato a Molfetta, in provincia di Bari, il 28 ottobre 1746, da  Vitangelo Poli e da Eleonora Corlè o Corleo.

Il piccolo, nato in una famiglia benestante, originaria di Chioggia è stato battezzato con i nomi: Giuseppe, Saverio, Simone, Vincenzo, Domenico, Corrado.

Sin dai primi anni di scuola, ha mostrato «… un impegno pronto e acuto, uno spirito indagatore, una curiosità sempre desta ed una grande versatilità che lo condussero ad eccellere in diversi campi del sapere».

Iniziati i suoi primi studi presso il collegio pubblico dei Gesuiti, li ha poi proseguiti presso il Seminario diocesano di Molfetta.

Diciottenne, nel 1765, dal vescovo della diocesi molfettese Celestino Pietro Antonio Orlandi (Tricase, 21 ottobre 1704 – Molfetta, 8 luglio 1775), ha ricevuto la tonsura e gli ordini minori.

Nel  1766, abbandonato l’abito clericale, per volere dei genitori, si è trasferito a Padova per seguire all’Università gli studi di medicina.

Presso l’università patavina, pur dedicatosi «… alacremente allo studio dell’anatomia, della filosofia, della botanica, continuò a coltivare la lingua greca e quella latina apprese nei suoi studi classici, la teologia e le scienze naturali», nonché la fisica e la botanica «… discipline verso cui aveva manifestato una spiccata attitudine».

Completata la formazione scientifico-letteraria, è entrato «… in contatto con letterati e scienziati di fama europea (Antonio Valsecchi, Jacopo Facciolati, Giovan Battista Morgagni, Leopoldo Marcantonio Caldani)».

All’età di ventiquattro anni, nel 1770, allo scopo di «… rendersi conto del livello raggiunto nell’insegnamento e nella ricerca da altre realtà della penisola», ha visitato diverse città italiane: Verona, Modena, Bologna, Firenze e Roma.

Trasferitosi a Napoli, laureato in medicina, ha intrapreso la professione medica. Però, dopo qualche tempo è stato richiamato a Molfetta dai genitori per esercitare la professione medica nella sua città natia.

Poco dopo il suo ritorno a casa paterna, alcuni autorevoli amici di famiglia, «… convinsero il padre a non costringerlo a vivere nell’angustia del proprio paese e a consentirgli maggiore autonomia per il raggiungimento di più ambiti traguardi».

Ritornato nella capitale del Regno di Napoli e di Sicilia, intanto, si è dedicato soprattutto allo studio delle scienze naturali.

Conosciuto e apprezzato da personaggi influenti vicini alla corte, nel 1774, è stato chiamato a insegnare storia e geografia alla Scuola Militare Nunziatella, sede del battaglione Real Ferdinando.

Nel triennio 1772-1774, ha pubblicato a Napoli, tre suoi scritti, risultati delle sue osservazioni sull’origine del tuono e del fulmine:

  • La formazione del tuono, della folgore, e di varie altre meteore, spiegata giusta le idee del signor Franklin, 1772;
  • Riflessioni intorno agli effetti di alcuni fulmini, 1773;
  • Continuazione delle Riflessioni intorno agli effetti di alcuni fulmini, ove si esamina la Dissertazione del p. Giangaetano del Muscio, relativa alle medesime.

In questi tre lavori, ha sostenuto «… le teorie di Benjamin Franklin, in particolare affermò che il fulmine, l’elettricità e il magnetismo erano fenomeni collegati fra loro e prodotti da uno stesso ‘fluido’».

Nel ruolo di docente della Scuola, dal sovrano Ferdinando IV di Borbone (Ferdinando Antonio Pasquale Giovanni Nepomuceno Serafino Gennaro Benedetto: Napoli, 12 gennaio 1751 – ivi, 4 gennaio 1825), ha ottenuto «… l’onore dell’uniforme militare, il grado di Luogotenente e un diploma di lode».

Nel 1777, date alle stampe le sue prime lezioni del corso , con il titolo di Lezioni di geografia e di storia militare, gli è stato conferito il grado di tenente.

Dal 1775, dovendosi riformare l’organizzazione dell’Accademia militare, ha effettuato molti viaggi negli Stati Italiani, in Germania, in Inghilterra e in Francia, con l’obiettivo di «… studiare l’organizzazione e il funzionamento di istituzioni simili, ma anche delle scuole e delle università».

In queste occasioni, ha preso contatto, conosciuto e stretto rapporto d’amicizia e di corrispondenza con i più rinomati fisici e con i più autorevoli esponenti del mondo scientifico europei del tempo.

Inoltre, collezionista, durante i suoi viaggi ha raccolto conchiglie, farfalle del Surinam, utensili adoperati dalle popolazioni indigene delle isole «… dell’Oceano Pacifico e altre curiosità provenienti dalla Cina», oggetti d’arte, monete e medaglie antiche e moderne provenienti da diversi Paesi europei

Con una ricca collezione di reperti, presso la sua abitazione, ha allestito un pregevole museo privato di storia naturale, «… divenuto, a partire dal 1778, una delle attrazioni della capitale del Regno».

Il museo, denominato Poliano, fatto acquistare dal re Ferdinando per 15.000 ducati, dal 1816, è stato allocato nel monastero di S. Lorenzo. Successivamente, nel 1826, mentre le collezioni naturalistiche furono distribuite fra il Museo zoologico e il Museo mineralogico dell’Università degli Studi di Napoli, le collezioni numismatiche, donate al regnante Francesco I, suo ex allievo, confluirono nel Museo borbonico,.

A partire dal 1778, spinto dal suo interesse per le scienze naturali, per approfondire le sue conoscenze «… dei molluschi mediterranei forniti di conchiglia, o testacei», ha allestito un vivaio ricco e diversificato, divenuto ben presto un museo vivente di storia naturale.

Valente fisico, si è premurato di curare il Gabinetto di fisica della Scuola Militare, dotandolo delle più moderne apparecchiature, acquistandole direttamente in Italia e all’estero.

Insigne scienziato, «.. tra gli eletti spiriti, i quali fecero bello il lume del sapere con la santità della vita e la soavità dei costumi», ha raggiunto una tale notorietà da essere «… detto il Plinio di Napoli».

Per i suoi indiscussi meriti scientifici, è stato nominato socio pensionario della:Reale Accademia delle scienze e belle lettere di Napoli.

È stato, altresì, socio delle maggiori accademie e di numerose istituzioni scientifiche e culturali italiane e straniere, fra le quali: Istituto d’incoraggiamento di Napoli, Reale Accademia borbonica di Napoli, Istituto delle scienze di Bologna, Accademia delle scienze di Torino, Accademia delle scienze di Siena, American Philosophical Society of Philadelphia.

Successivamente, al suo ritorno a Napoli, nel 1780, ottenuto l’insegnamento della fisica sperimentale presso il Collegio medico dell’Ospedale degli Incurabili, ha assunto lo status di professore della Reale Università degli Studi Napoletana.

A Napoli, ha stretto amicizia con eruditi «…quali l’arcivescovo di Taranto mons. Giuseppe Capecelatro, il magistrato Salvatore Fusco, il medico Domenico Cotugno». Con loro, anch’essi cultori delle monete antiche, ha dato vita a un cebnacolo numismatico.

In attesa dell’inizio dei corsi accademici da tenere agli Incurabili e all’Accademia, ha pubblicato, nel 1780, il Breve ragionamento intorno all’eccellenza dello studio della natura e, nel 1781, il Ragionamento intorno allo studio della natura e la prima edizione degli Elementi di fisica sperimentale.

Quest’ultimo lavoro «… fu adottato come libro di testo da Alessandro Volta per le sue lezioni universitarie a Pavia e studiato dal giovane Giacomo Leopardi».

In questi anni, godendo anche della stima incondizionata del monarca Ferdinando IV di Borbone, «… per la chiara fama conquistata, per la sua probità, per la sua indole» e non ultimo, per la sua enciclopedica cultura, è stato prescelto dal regnante e destinato a ricoprire l’incarico di istitutore e maestro del principe ereditario Francesco di Borbone (Francesco Gennaro Giuseppe Saverio Giovanni Battista: Napoli, 19 agosto 1777- ivi, 8 novembre 1830).

Per adempiere al meglio al delicato e importante compito, ha rinunciato alla cattedra accademica.

Quale testimonianza della stima accordatagli dai sovrani duosiciliani, da re Francesco I di Borbone, nel frattempo asceso al trono, ha ottenuto, «… in aggiunta al titolo di Cavaliere dell’Ordine Reale di San Giorgio, l’onore di Commendatore dell’Ordine di San Ferdinando».

Continuando nella sue osservazioni fisiche, nel 1784, ha scritto alcune memorie riguardanti l’elettricità, il magnetismo e le sue applicazioni in campo medico.

Tre anni dopo, nel 1787, ha dato alle stampe a Venezia il primo volume della sua opera più nota, Elementi di fisica sperimentale. Un lavoro, in 6 volumi, «… che per il rigore scientifico e la valenza didattica fu adottato in collegi, licei e Università d’Italia e fu studiato da scienziati non solo italiani ma di altri paesi europei», che ha avuto numerose edizioni e ristampe.

Nel 1788, riprendendo le precedenti memorie sull’argomento, ha steso le Osservazioni fisiche concernenti l’elettricità, il magnetismo e la folgore, uscite negli Atti della Reale Accademia delle scienze e belle lettere.

Disponendo di tempo e di mezzi, intorno al 1788, «… con l’aiuto del suo assistente Stefano, Delle Chiaie » ha iniziato a stendere una nuova impresa editoriale.

Così, a conclusione di un forte impegno, quarantacinquenne, nel 1791, ha pubblicato a Padova il primo volume del Testacea utriusque Siciliane eorumque istoria et antome tabulis aeneis.

Quattro anni dopo, nel 1795, sempre a Padova, ha pubblicato il secondo volume della monumentale opera.

Nei due volumi, corredati da bellissime tavole illustrate, ha presentato una descrizione dei molluschi viventi nelle acque marine e dolci del Regno di Napoli e di Sicilia.

Grazie a quest’opera, «… pregevolissima per la numerosità e per la scelta delle conchiglie, per l’accuratezza delle descrizioni delle caratteristiche e delle proprietà di ciascuna, per le proprietà delle disquisizioni scientifiche ma anche perla bellezza delle incisioni, per la bellezza dei colori, per l’eleganza delle stampe», si è reso celebre in tutta Europa.

Nel 1796, è intervenuto presso la famiglia «… Gallarati-Scotti, feudatari di Molfetta, per affrancare la città da questo servaggio». Purtroppo. però, «… l’accordo svanì per il deciso e lungimirante intervento dell’arciprete Giovene».

A causa dei turbamenti politici determinati dall’invasione francese nel Regno di Napoli, alla fine del 1799, ha seguito la famiglia reale Borbone a Palermo.

Il 25 maggio 1801, è stato nominato tenente colonnello di fanteria.

Nello stesso anno, ha assunto il ruolo di presidente del Real Convitto militare, incarico rinnovatogli anche nel 1802.

Caduta l’effimera Repubblica Partenopea (23 gennaio – 19 giugno 1800), con la prima restaurazione, rientrato a Napoli, ha trovato «… la casa saccheggiata ed il museo e la raccolta depredati degli esemplari più e importanti».

Tra il 1803 e il 1805, è stato comandante della Real Accademia militare della Nunziatella.

Dal 1819 al 1820, dell’Istituto d’incoraggiamento di Napoli, a cui è stato ascritto nel 1816, ne è stato presidente e, infine. presidente perpetuo.

Nel 1820, la «… capacità di un uomo consumato nella politica, e la fedeltà di un ministro superiore alle debolezze, che seco porta l’ingrandimento. Tutte le virtù lo accompagnano, il disinteresse che le ricchezze disdegna, lo zelo che osa parlar senza tema, la verità che si mostra senza intingimento» lo hanno portato a far parte del Consiglio di Stato, in rappresentanza della circoscrizione di Bari.

A lui sono dovute:

  • la scoperta delle vescicole interradiali del sistema acquifero degli Echinodermi, che portano il suo nome;
  • l’invenzione dell’ l’ergometro, ossia lo strumento ideato per isurare la forza muscolare dei molluschi bivalvi.

Negli ultimi due decenni di vita, si è cimentato anche nella composizione di opere poetiche, tra le quali risaltavano Viaggio celeste. Poema astronomico, in due volumi del 1805; Saggio di poesie italiane e sicule, del  1814; Inno al Sole.

Negli ultimi giorni della sua vita, ha ricevuto la visita del re Francesco I di Borbone. Il sovrano, . rimastogli «… perennemente legato da vincoli di amicizia e affetto», ha voluto recarsi al suo capezzale per dargli conforto.

Il medico, biologo e naturalista Giuseppe Saverio Poli, a settantanove anni di età, si spegne a Napoli, il 7 aprile 1825.

Figura eclettica, è stato autore di numerosi saggi, frutto dei suoi studi naturalistici e non, che hanno interessato diversi argomenti: non solo la fisica, ma anche la meteorologia, la geologia, la zoologia, la geografia, la storia militare, la poesia, il canto.

Altre sue opere sono:

  • Lezioni di geografia e di storia militare, 1774-1776;
  • Congetture sulle tempeste, che sogliono succedere alle aurore boreali, 1778;
  • Lettera a sua Eccellenza il Sig. D. Francesco Pignatelli de’ principi di Strongoli, 1780;
  • Memoria su di un nuovo micrometro di riflessione diretta al Sig. De La Lande, 1780;
  • Annuncio agli amatori della storia naturale, 1789;
  • Pel felice ristabilimento delle altezze reali dall’innesto del vajuolo. 1790;
  • Il trionfo della clemenza per celebrare il felicissimo ritorno in Napoli de’ nostri augusti sovrani Ferdinando IV e Maria Carolina d’Austria, 1791;
  • Pace serena e stabile. Poesia. Posta in Musica dal dilettante D. Marcello Perrino, 1791-1810;
  • L’Avventura benefica. Dramma per musica, 1797;
  • Memoria sul tremuoto de’ 26 luglio del corrente anno 1805, 1806;
  • Breve saggio sulla calamita e sulla sua virtù medicinale, 1811;
  • Traduzione in versi italiani del Miserere e del De profundis, 1824;
  • De Pterotrachea observationes posthumae, 1828;
  • Breve saggio di cosmografia, 1830.

Nastrini delle onorificenze ricevute:

 Cavaliere dell’Ordine Reale e Militare di San Giorgio della Riunione

 Commendatore del Reale Ordine di San Ferdinando e del merito

Nel parco della reggia porticese, Giuseppe Saverio Poli ha condotto i suoi studi sullo sviluppo embrionale dei molluschi.

Il sovrano del Regno delle Due Sicilie, Ferdinando I di Borbone, ha ordinato «… che la piscina della residenza reale di Portici fosse fornita» di tutte le diverse specie di molluschi del genere Argonauta.

Pertanto, i molluschi viventi nei mari del Regno, catturati vivi dai pescatori dell’Adriatico e del Mediterraneo, vengono recapitati a Portici..

Il re ha anche ordinato che la piscina, fornita dei molluschi, fosse messa a sua disposizione, per condurvi i suoi studi.

A Portici, quindi,  «… spinto da alcune considerazioni di celebri naturalisti del tempo che avevano tacciato di ignoranza e di pigrizia gli abitanti delle cosate dell’Adriatico e del Mediterraneo per non essere mai riusciti a dare un fattivo contributo alla conoscenza della fauna marina di quei mari» ha continuato le sue ricerche sui molluschi del genere Argonauta.

Questi animali marini sono stati tenuti in cattività nella piscina, che orna il parco della del palazzo reale.

Il pioneristico impianto d’acquacoltura è stato messo sua a disposizione dal sovrano delle Due Sicilie Ferdinando I di Borbone.

Lo scienziato, quindi, può agevolmente «… studiare e osservare la schiusa delle uova e il successivo sviluppo dei neonati, che erano del tutto simili al polpo Argonauta».

L’antesignano della moderna biologia marina, dimostra «… che le uova erano dello stesso polpo e non d’altri animali».

Nel 1999, Giuseppe Saverio Poli è stato commemorato dal Circolo Filatelico Molfettese con la realizzazione di un’artistica medaglia celebrativa.

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ALVIGNANO/AGRO AVERSANO. INCIDENTE MORTALE. L’ AUTO DELLE VITTIME SAREBBE STATA NOLEGGIATA NELL’ AVERSANO




L’identificazione delle quattro  vittime   e l’eventuale conferma della nazionalità Rumena, potrebbe arrivare a seguito della verifica dei documenti utilizzati per il noleggio dell’auto del tipo Skoda semprerebbe  nell’aversano. Gli inquirenti sono al lavoro per recuperare la quarta vittima sbalzata giù dal ponte sulla Telesina a mezzo chilometro dall’uscita di Alvignano. 

All’interno dell’auto sono stati recuperati oggetti d’oro e preziosi: sono in corso indagini sul materiale, ma si ipotizza che si tratti del bottino di un colpo effettuato poco prima. Il bilancio finale è di 4 morti e 4 feriti


Per ora non si hanno notizie certe sulla loro identità: non si esclude che possano essere di nazionalità straniera e che possa trattarsi di una delle bande di malviventi che da qualche tempo imperversano nella tranquilla Valle Telesina, ai confini tra le province di Caserta e Benevento, mettendo a segno furti e rapine in abitazioni isolate, talvolta anche con modalità violente. L’incidente di stasera ha avuto inizio proprio quando una volante del commissariato di Telese Terme, impegnata in uno dei servizi di controllo del territorio disposti per arginare il fenomeno dei furti nelle case, ha notato una Skoda con targa già segnalata in precedenza alle forze dell’ordine.



Gli agenti le hanno imposto l’alt ma l’auto non si è fermata, dando inizio a un inseguimento durato oltre una ventina di chilometri. In più occasioni la Skoda ha tentato di seminare gli inseguitori con sorpassi sull’altra corsia di marcia, ma è stato inutile. Sono stati interminabili momenti di terrore per gli ignari automobilisti che di sera si sono visti sbucare un’auto contromano nelle curve più impensate e pericolose. In più occasioni l’incidente è stato sfiorato per un soffio, fino alla drammatica conclusione. Ad Alvignano sono ancora sul posto Polizia di Stato, Carabinieri e Vigili del fuoco: conclusa la fase dei soccorsi si cerca di dare un nome alla banda che ha trovato la morte durante una fuga impossibile.

(Giuseppe Di Lorenzo – News archiviata in #TeleradioNews ♥ il tuo sito web© Diritti riservati all’autore)

Caserta. ‘Non ci resta che il crimine’, grave allusione in un film su ‘Terra di Lavoro’: insorge la UGL AgroAlimentare

Durissima reazione della UGL Agroalimentare attraverso un comunicato congiunto del segretario regionale, Maurizio Figlioli, e del segretario provinciale di Caserta, Ciro De Vita:

Focus su Tiroide, Selenio e Vitamina D

SORRENTO (NA) –  Nella Sala Consiliare del Comune venerdi 25 gennaio dalle 18 alle 20  si terrà il focus Tiroide, Selenio e Vitamina D. I temi del simposio saranno al centro di una riflessione aperta alla cittadinanza, sulle malattie della tiroide, che rappresentano una problematica emergente e sempre più diffusa, e perché tanto subdole e silenziose nelle manifestazioni cliniche quanto gravi nelle conseguenze per l’organismo.

La tavola rotonda, moderata dal dottor Tullio Tartaglia, Otorinolaringoiatra perfezionato in Endocrinochirurgia e Dirigente Medico presso AOU Policlinico Università Vanvitelli di Napoli, e organizzata dallo stesso in collaborazione con la Agaton srl.

Al Convegno interverranno, dopo i saluti del sindaco di Sorrento Giuseppe Cuomo, del vicesindaco Maria Teresa De Angelis, del presidente Associazione Medici di Medicina Generale Penisola Sorrentina Umberto D’Amora, in qualità di relatori vedrà l’intervento di esperti del mondo sanitario: Eugenio Rossano (Agaton srl), Daniela Palomba (Agaton srl) e Giovanni Docimo (Professore di Chirurgia della Tiroide AOU Policlinico Vanvitelli).

L’ampia discussione con pubblico dibattito sul punto di vista di Medici di Medicina Generale, Specialisti, Famacisti, Direttori Laboratori Analisi ospiterà i dottori

  • Carlo Alfaro, Pediatra dirigente medico ASL Napoli 3,
  • Francesco Palagiano, Farmacista Segretario dell’Associazione Scientifica Farmacisti Italiani,
  • Carmine Acampora, direttore del Laboratorio Analisi Acampora Sorrento,
  • Nello Acampora del Laboratorio Analisi Acampora Sorrento,
  • Alessandro Bifulco, direttore del Laboratorio Bifulco Sorrento,
  • Claudio Gargiulo, direttore del Laboratorio Analisi CEDIM Massa Lubrense,
  • Costantino Astarita, cardiologo e Coordinatore Consulta Medica Comune di Sorrento,
  • Mariangela Scaramellino, Ginecologa Vico Equense,
  • Leone Gargiulo, Medico di Medicina Generale Massa Lubrense,
  • Rosalba Palomba, Medico di Medicina Generale Sorrento,
  • Emiliano Esposito, Medico di Medicina Generale Piano di Sorrento,
  • Pietro Volpe, Medico di Medicina Generale Vico Equense,
  • Franco Gargiulo, Medico di Medicina Generale Piano di Sorrento,
  • Francesco Saverio Mastellone, Medico di Medicina Generale Meta,
  • Mariano Pane, direttore Centro Radiologico Pane,
  • Vincenzo D’Armiento, Farmacista titolare delle Parafarmacie D’Armiento.

La tiroide è una ghiandola endocrina posta alla base del collo che produce l’ormone tiroideo, sotto forma per il 20% di tri-iodio-tironina (T3), che è la forma attiva, e per l’80% di tirosina (T4), forma di mantenimento, pronta ad essere convertita in T3 secondo le necessità dell’organismo.

L’ormone tiroideo è indispensabile in età evolutiva per l’accrescimento corporeo e lo sviluppo e la maturazione dei vari organi e apparati, e nell’adulto per la regolazione di tutto il metabolismo corporeo. La funzione della tiroide è controllata dall’ipofisi mediante l’ormone tireotropo (TSH). Per poter sintetizzare l’ormone tiroideo, la ghiandola necessita di un adeguato apporto nutrizionale di iodio, ma anche di altri nutrienti implicati nel suo metabolismo.

Sono due i nutrienti importanti per la funzionalitàdella tiroide: selenio e vitamina D.

Il selenio è un oligoelemento coinvolto in molti processi vitali per l’organismo, attraverso le proteine di cui entra nella sintesi, chiamate selenioproteine: svolge azione antiossidante contro l’aggressione dei radicali liberi, contrasta infiammazione, invecchiamento e tumori (soprattutto prostata), protegge il sistema immunitario e il sistema nervoso centrale, oltre a essere fondamentale per il corretto funzionamento della tiroide, poiché controlla la trasformazione dell’ormone T4 in T3 tramite iodiotironina reduttasi che è una la selenioproteina. La tiroide, non a caso, è l’organo con il più alto contenuto di selenio per grammo di tessuto.

Studi condotti su pazienti affetti da tiroidite cronica autoimmune di Hashimoto, una malattia autoimmune caratterizzata dalla presenza di auto-anticorpi diretti contro il tessuto tiroideo e da una reazione infiammatoria che si traduce in un progressivo deterioramento funzionale della ghiandola, hanno dimostrato che la supplementazione con selenio riduce i livelli di anticorpi anti-tiroide e migliora l’ecostruttura ghiandolare valutata ecograficamente. La concentrazione di selenio nell’organismo è strettamente dipendente dall’introito alimentare; il selenio si trova principalmente nei cibi di provenienza animale.

La vitamina D, sintetizzata dalla cute esposta ai raggi solari a partenza dal colesterolo (vitamina D3) o introdotta tramite la dieta (vitamina D2, le cui principali fonti sono latte e latticini, pesce, verdure), favorisce, nella sua forma attivata dopo il passaggio attraverso il fegato e il rene, il riassorbimento di calcio a livello renale, l’assorbimento intestinale di fosforo e calcio e i processi di mineralizzazione dell’osso, contrastando rachitismo ed osteoporosi, oltre ad essere implicata nella risposta immunitaria di tipo innato e nella prevenzione di malattie come patologie cardiovascolari, alcuni tipi di tumore (fegato, prostata, seno, colon-retto, pancreas, ovaio, mammella, linfoma), sclerosi multipla, diabete tipo 2, artrite idiopatica giovanile, asma, infezioni respiratorie ricorrenti, dermatite atopica, malattie del sistema nervoso (schizofrenia, depressione). La carenza di vitamina D è stata in particolare correlata ad un maggior rischio di tiroidite cronica di Hashimoto. Più di metà della popolazione sembra manifestare deficit di vitamina D, con punte massime in epoca neonatale e nell’adolescenza, dove si arriva a percentuali del 70%, benchè non sia universalmente riconosciuto quale sia il livello di concentrazione a cui è giusto parlare di carenza.

Fattori di rischio per il deficit di vitamina D sono scarsa esposizione alla luce solare (benchè comunque la luce solare nel nostro Paese da novembre a febbraio non contenga una radiazione UVB sufficiente alla produzione di vitamina D nella cute), allattamento al seno esclusivo prolungato senza supplementazione di vitamina D, obesità, perché il tessuto adiposo “sequestra” la vitamina D, pelle scura che non permette ai raggi solari di filtrare, regimi alimentari come la dieta vegana, insufficienza renale o epatopatie croniche, malassorbimento intestinale, sesso femminile.

L’evento scientifico Tiroide, Selenio e Vitamina D si profila come un’occasione imperdibile di confronto tra pazienti ed esperti su tematiche che riguardano l’interesse precipuo di tutti: la salute e la sua tutela a 360 gradi.

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Juventus-Milan 1-0: il segno di Ronaldo, Supercoppa ai bianconeri

Alla sua prima finale con la squadra di Allegri, il portoghese è subito decisivo con una rete nella ripresa. Nel finale espulso Kessié, solo uno spezzone di gara per Higuain

Fonte: Repubblica.it

Castelvolturno. Comune, sesso e mazzette per ‘chiudere un occhio’: dipendenti sospesi dopo l’arresto

In seguito al blitz che l’altro giorno ha portato all’arresto di ben cinque dipendenti, compresi due ufficiali della polizia locale,

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Napoli. Attentato alla famosa pizzeria di Gino Sorbillo che però ‘incassa’ la solidarietà cittadina

Dopo l’incendio doloso di qualche anno fa, nella notte del 16 gennaio

Napoli. ‘Nu bello Sant’Antuono’! Fuochi per la legalità e la filosofia giovedì 17 gennaio

Il 17 gennaio  la città rinnova l’antica tradizione